«Rispettosi sì, stupidi no». Fiorita riaccende il duello con Abramo. E poi accusa gli «indignati cialtroni»
Post del sindaco che si dice disponibile a confrontarsi con il suo predecessore ma «tra qualche mese durante la campagna elettorale». L’attacco ai detrattori social
CATANZARO «Rispettosi sì, stupidi no». Si riaccende lo scontro tra il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, e il suo predecessore alla guida di Palazzo De Nobili, Sergio Abramo, primo cittadino per quattro mandati. L’ultimo capitolo di un ”duello” nato in questi ultimi giorni sul tema dei cantieri – “finiti o non finiti” tra una consiliatura e l’altra – è un post sui social da parte di Fiorita con i suoi “Pensieri della Domenica”: l’attuale sindaco replica ad Abramo, che nei giorni scorsi gli aveva chiesto, per l’ennesima volta, un confronto pubblico, dicendosi disponibile a parlare ma «tra qualche mese durante la campagna elettorale».
Lo scontro con Abramo
«In questi anni – osserva su facebook Fiorita – ho sempre cercato di ricoprire il ruolo a cui sono stato chiamato dalla volontà popolare con la massima dignità ed il massimo equilibrio. Il senso delle istituzioni mi ha spinto ad evitare polemiche e battibecchi inutili, specie nei confronti di chi mi ha preceduto, a cui porto e porterò sempre il rispetto che si deve a chi è stato sindaco di Catanzaro. Anche questa volta, dunque, ignorerò le provocazioni dell’ex sindaco Abramo a cui mi limito a rispondere che se tanto desidera confrontarsi con me magari potrò farlo tra qualche mese durante la campagna elettorale. E magari invece di andare in tv potremo confrontarci davanti ai ruderi della scuola Mazzini, o nei pressi del depuratore, o ai margini della vecchia stazione di Sala, o nei locali della Palazzina dello stadio o, ancora, nella sala di aspetto dell’Agenzia delle entrate. Ogni cosa ha il suo tempo».
«L’indignato collettivo e la cialtroneria»
Ma nel post Fiorita si scaglia anche contro «l’ indignazione farlocca, specie sui social, che sa tanto di cialtroneria». Nel capitolo del post dal titolo “L’indignato collettivo e la cialtroneria”, Fiorita osserva: «”Sono ovunque, dettano l’agenda … discettano di tutto, parlano a vanvera e più gli argomenti sono complessi e più offrono scorciatoie utili per leggere il mondo con un’unica chiave di lettura: l’indignazione”. Inizia così un interessante articolo pubblicato sabato su “Il Foglio”, e direi che l’intera riflessione del giornalista può ben applicarsi ad alcuni nostri concittadini che intervengono sui social (e commentano i miei post) sfoderando una indignazione di proporzioni gigantesche. Si indignano per le strade sporche senza sapere che magari sono strade provinciali, si indignano per il posizionamento di una scritta come se si trattasse di vita o di morte, si indignano per il ritardo di un cantiere senza considerare l’importanza e la complessità di un’opera, si indignano per l’isola pedonale anche se non comprano in centro da dieci anni, si indignano e insultano come se fossero i massimi esperti dell’argomento di cui parlano e come se possedessero una indiscussa superiorità morale. Le critiche dei cittadini – scrive ancora il sindaco del capoluogo – sono assolutamente legittime, molto spesso giuste e tante volte utili, ascoltare la voce delle persone è il segreto di ogni buona amministrazione e nelle parole delle persone semplici trovo spesso idee brillanti e soluzioni praticabili. E’ comprensibile la rabbia di chi vive un disagio, è giusta la delusione di chi si aspettava di più su un certo aspetto, è stimolante la critica, è giusta la proposta alternativa, ma l’indignazione fine a sé stessa e l’insulto gratuito servono solo a far sentire meglio chi si sfoga e chi strumentalizza i problemi. C’è – conclude Fiorita – una indignazione sana di chi vuole migliorare le cose e c’è una indignazione farlocca, specie sui social, che sa tanto di cialtroneria». (a. cant.)
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