Stop ai sottosegretari e “peso” dei vannacciani, una ripartenza “insidiosa” per la maggioranza alla Regione
Oggi seduta del Consiglio regionale, la prima dopo la lunga pausa estiva e le Suppletive. Sotto i riflettori il tema della Giunta e la nuova veste di Giannetta
LAMEZIA TERME Non sarà una seduta banale, quella del Consiglio regionale in programma oggi. Per diverse ragioni si tratta di un appuntamento che ha dei risvolti politici interessanti, soprattutto per il centrodestra che governa la Regione con il presidente Roberto Occhiuto. La vittoria alle Suppletive di Reggio hanno avuto il loro peso, però soprattutto a livello nazionale, confermando la centralità di Forza Italia e l’autosufficienza della coalizione rispetto a Futuro nazionale di Vannacci, ma a livello regionale il voto reggino è già stato archiviato alla luce di alcune recenti vicende essenzialmente domestiche, che per il centrodestra configurano comunque una difficoltà. Il riferimento anzitutto è al tema della modifica dello Statuto per introdurre i sottosegretari e ampliare da 7 a 9 il numero degli assessori: il ritiro della modifica – annunciato dalla maggioranza con il deposito di due proposte di legge da portare oggi in Consiglio regionale – è in realtà uno “dietrofront” non entusiasmante. E tra l’altro produrrà come effetto un ulteriore slittamento (se non il definitivo accantonamento) del dossier dell’allargamento della Giunta, atteso da Lega e Noi Moderati: il timing e il pallino restano sempre nelle mani di Occhiuto ma nello schieramento potrebbero registrarsi fibrillazioni e mugugni. Si vedrà l’evoluzione della situazione. Comunque, sul piano della comunicazione secondo gli analisti la vicenda dei sottosegretari sarà gestita come al solito con particolare abilità da parte del centrodestra di Occhiuto, che potrebbe ribaltare la narrazione facendo passare il ritiro della norma statutaria come strategico e funzionale per risparmiare denaro pubblico e per contrastare il caro carburante (i 7 milioni previsti per il referendum sui sottosegretari in effetti sono già stati “dirottati” su questa emergenza economica e sociale).
Il ruolo di Giannetta
Intanto, sotto i riflettori del centrodestra anche la composizione degli assetti in aula, visto che Domenico Giannetta, passato con Vannacci, non è più in Forza Italia – gli azzurri al momento non hanno capogruppo – ma è entrato nel Misto. Sul piano numerico non cambia nulla, la maggioranza c’è comunque e ampiamente e comunque – in linea teorica – Giannetta ha detto che, sia pure con mani più “libere”, resta disponibile a votare come fa il centrodestra. Ma il suo voto potrebbe pesare e tanto in quelle pratiche che richiedono i 2/3, come le leggi statutarie o le riforme del sottogoverno regionale (leggasi Amcal). E oggi comunque è la prima seduta in cui Giannetta non siederà con Forza Italia. Quanto al centrosinistra, esulta – anche giustamente – per come si sta risolvendo la vicenda sottosegretari ma certo ridurre l’opposizione solo a questo tema non basterà a lungo andare. (a. c.)
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