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Narcotraffico tra la Locride e l’Europa, 4 arresti: usavano piattaforme criptate, doppi fondi e bonifiche anti-spia

L’asse tra Italia, Germania, Austria e Repubblica Ceca: ricostruito il giro di 77 chili di droga e oltre 1,6 milioni di euro movimentati

Pubblicato il: 06/10/2026 – 12:11
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REGGIO CALABRIA Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione, in Calabria e Sicilia, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone gravemente indiziate, a vario titolo, di fare parte di una strutturata associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Le indagini

Le indagini, condotte dal Gruppo Locri sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire, secondo il quadro indiziario accolto dal Giudice per le Indagini Preliminari, l’operatività di un articolato sodalizio dedito all’acquisto, al trasporto e al commercio di cocaina e marijuana, con base nella Locride, un canale di distribuzione in Sicilia nonché collegamenti in Germania, Austria e Repubblica Ceca.
Le investigazioni, che nella fase iniziale si sono sviluppate attraverso l’analisi delle comunicazioni scambiate su piattaforme criptate (acquisite mediante strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale), hanno permesso di ricostruire – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – trattative, rapporti tra fornitori e acquirenti, organizzazione dei trasporti e delle movimentazioni di denaro, delineando una struttura associativa complessa con compiti ripartiti tra i partecipanti.
Sulla base delle complessive risultanze investigative raccolte, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, è emerso che, per le comunicazioni relative ai traffici, gli indagati avrebbero utilizzato anche telefoni dedicati, mentre il trasporto dello stupefacente e del contante sarebbe avvenuto attraverso l’impiego di una rete di corrieri “mercenari” e mediante l’utilizzo di autovetture dotate di doppi fondi. Prima di alcune trasferte sarebbero stati impiegati rilevatori elettronici per verificare la presenza di microspie nei veicoli, facendo successivo ricorso all’utilizzo di auto di staffetta, con la scelta di percorsi internazionali ritenuti meno esposti ai controlli.

I traffici

Più in particolare, dalle risultanze investigative, emergerebbe la movimentazione di circa 77 chilogrammi di stupefacente, di cui, 54 chilogrammi di cocaina e 23 chilogrammi di marijuana. Accanto ai flussi di droga, sarebbero emersi, altresì, ripetuti trasferimenti di consistenti somme in contanti: tra luglio 2020 e marzo 2021, ad esempio, sono stati movimentati flussi di denaro complessivamente pari a oltre 1,6 milioni di euro, riconducibili, almeno in parte, ai traffici di stupefacenti, all’interno di un sistema di pagamento e riciclaggio che, facendo ricorso a canali finanziari paralleli, era funzionale al pagamento dei fornitori delle partite di droga, al finanziamento dell’acquisto di nuove partite di stupefacente nonché all’effettuazione di nuovi investimenti. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari nei confronti dei 4 soggetti dianzi citati, sono in corso diverse perquisizioni presso le abitazioni e gli immobili nella disponibilità degli indagati.

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