Morte di Edison Malaj, rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo il titolare dell’impresa
L’operaio edile è deceduto il 16 febbraio 2024 schiacciato da lastre di cemento in un cantiere di Frascineto
COSENZA E’ stato rinviato a giudizio il titolare dell’impresa per cui lavorava Edison Malaj, l’operaio edile albanese deceduto il 16 febbraio 2024 in un cantiere di Frascineto dopo essere stato schiacciato da alcune lastre di cemento. L’accusa è di omicidio colposo. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 9 dicembre davanti al Tribunale di Castrovillari. La decisione del rinvio a giudizio, scrive l’Ansa, nei confronti di Filippo di Lauro è stata presa nel primo pomeriggio di oggi dalla Gup del Tribunale di Castrovillari Carmen Lodovica Bruno al termine della camera di consiglio. Nel corso dell’udienza preliminare, la giudice aveva già accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal sindacato Fillea CGIL Cosenza Pollino. «Siamo soddisfatti della decisione assunta dal Gup e confidiamo nella giustizia affinché i familiari di Edison Malaj possano ottenere le risposte che meritano e si possa finalmente fare luce su quanto accaduto», ha commentato l’avvocato Francesco Saverio Chiaradia, legale della famiglia della vittima.
La famiglia: «Speriamo di avere giustizia»
«Siamo qui – ha detto la figlia Sara, presente con la madre Silvana e al fratello Gabriele – con la speranza di avere finalmente giustizia, una giustizia che in più di trenta mesi non abbiamo ancora avuto. Siamo qui per lottare e far sì che quello che è successo a mio padre non accada mai più a nessun altro. Questa tragedia ha sconvolto completamente la nostra esistenza, ma abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre forze per lottare. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da chi ci crede davvero. Ringraziamo la Fillea Cgil per esserci sempre stata a fianco: noi ci crediamo e non vogliamo essere lasciati soli. Purtroppo è rimasto vittima di un sistema spietato che ogni giorno miete un numero inaccettabile di vite».
La Fillea Cgil insieme alla famiglia
Accanto ai familiari di Edison Malaj i rappresentanti del sindacato degli edili della Cgil. «Siamo qui – ha detto Giuseppe De Lorenzo, segretario generale della Fillea Cgil provinciale Cosenza-Pollino – per supportare la famiglia nel seguire un procedimento che ancora muove i primi passi. Assistere le famiglie delle vittime è per noi un compito e un dovere preciso. Vogliamo che questo diritto venga esteso a tutti: chi muore lavorando deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come vittima del dovere. È necessario mettere le famiglie nelle condizioni di affrontare i processi senza l’incubo dei costi legali, estendendo le garanzie del gratuito patrocinio». (redazione@corrierecal.it)
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