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Dall’uninominale alle preferenze. Cosa cambia in Calabria con la nuova legge elettorale

Alla regione resta una quota di 19 parlamentari che però può aumentare con il “premio”. Ecco tutte le potenziali ricadute del testo

Pubblicato il: 08/10/2026 – 13:41
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LAMEZIA TERME La riforma della legge elettorale è realtà con l’approvazione alla Camera che segna il definitivo tramonto del Rosatellum. Con il superamento dei vecchi collegi uninominali e l’introduzione di un impianto proporzionale corretto da un premio di governabilità e dal ritorno delle preferenze, l’architettura del voto per le Politiche si appresta a cambiare volto. Questa svolta ovviamente avrà anche ricadute sulla Calabria.

I seggi per la Calabria

Sullo sfondo della legge resta fermo il perimetro numerico stabilito dal taglio dei parlamentari: alla Calabria spettano complessivamente 19 seggi, distinti in 13 deputati e 6 senatori. Tuttavia, a cambiare radicalmente non è la quantità degli eletti, ma la grammatica politica con cui quei seggi verranno conquistati e distribuiti sul territorio.

Il nuovo modello: capilista bloccati, preferenze e premio fisso

A livello nazionale, la riforma archivia la logica del maggioritario puro nei singoli collegi. Scompaiono le sfide “testa a testa” dell’uninominale secco (“vince chi prende un voto in più”), sostituite da collegi plurinominali su scala provinciale o interprovinciale per la Camera e da una circoscrizione unica su base regionale per il Senato. Per garantire la stabilità governativa, la legge introduce un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori destinato alla coalizione o lista vincente a livello nazionale. A questo si affianca un sistema misto per la scelta degli eletti: il primo posto in lista (il capolista) resta bloccato e viene assegnato direttamente dalle segreterie dei partiti, mentre dal secondo nome in poi scatta il voto di preferenza. Gli elettori potranno quindi indicare direttamente quali candidati sostenere all’interno del listino, ma solo dopo che il capolista blindato si sarà garantito il primo seggio utile scattato nel collegio. L’impatto di questo cambio di regole in Calabria potrebbe modificare in profondità gli equilibri della classe politica locale e il rapporto tra il territorio e i vertici dei partiti a Roma.

Il nodo dei “paracadutati” e la garanzia del capolista

Con la presenza dei capilista bloccati, i vertici nazionali dei partiti conservano comunque una “corsia preferenziale” e blindata. I candidati calati dall’alto o le figure di spicco romano potranno ancora essere paracadutati in Calabria come capolista per garantirne l’elezione automatica al primo seggio scattato. Tuttavia, dal secondo seggio in poi la parola passa interamente al territorio, rendendo impossibile per le segreterie controllare l’ordine degli altri eletti.

Competizione sulle preferenze

Poiché il primo seggio di ogni lista sarà quasi sempre appannaggio del capolista bloccato, la vera sfida dei “signori delle preferenze” calabresi sarà quella di far scattare un secondo o un terzo seggio per il proprio partito. La corsa per conquistare uno dei 13 seggi a Montecitorio o dei 6 a Palazzo Madama trasformerà i posizionamenti dal secondo posto in giù in una vera e propria caccia al voto all’ultimo consenso tra i principali portatori di voti delle varie province.

Il peso della Calabria nel premio nazionale

Una quota dei seggi del premio di maggioranza nazionale verrà ripartita tra le regioni in base all’affluenza e alla percentuale di voti apportata alla coalizione vincente. Una Calabria in cui la forza di maggioranza dovesse registrare performance elettorali particolarmente alte potrà aspirare a “pescare” seggi aggiuntivi nel riparto nazionale, allargando così la platea degli eletti tramite preferenza. Secondo alcuni calcoli comunque con il premio la Calabria dovrebbe avere due parlamentari in più.

Le sfide per le forze minori

Con la presenza delle soglie di sbarramento e il numero ridotto di seggi senatoriali (solo 6 per l’intera regione), per i partiti più piccoli la partita si preannuncia complessa. Laddove scatti un solo seggio, a essere eletto sarà unicamente il capolista bloccato, annullando di fatto il peso delle preferenze sottostanti. Questo potrebbe le forze minori verso alleanze strategiche o verso trattative serrate con Roma per l’assegnazione delle posizioni di testa. (a. cant.)

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