La legge elettorale vista dalla Calabria. Per Irto «una truffa». Per Furgiuele «una farsa». Per Minasi «una svolta storica»
I commenti della deputazione regionale all’approvazione definitiva del provvedimento. Il no che abbraccia centrosinistra e vannacciani
LAMEZIA TERME Dalla legge “truffa” – copyright di Nicola Irto del Pd – alla legge “farsa” – copyright del vannacciano Domenico Furgiuele – alla legge che rappresenta “una svolta storica” – copyright della leghista Tilde Minasi. La riforma elettorale approvata in via definitiva oggi dalla Camera divide gli schieramenti, con la soddisfazione del centrodestra e con il no di un’opposizione parecchio “composita”, visto che abbraccia due poli opposti, e cioè il centrosinistra e Futuro Nazionale. Ecco la giornata vista dalla deputazione parlamentare calabrese.
Opposizioni all’attacco
«Meloni & co. si sono fatti la loro leggina elettorale. Una legge truffa studiata a tavolino solo per blindare le poltrone, blindata a sua volta con il voto di fiducia. È così che governano loro. Pensano ai giochi di potere, ingannando gli italiani», scrive sui social il senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto. «Nel frattempo – prosegue Irto – il Paese resta immobile, interi settori industriali sono in ginocchio, fare la spesa è diventato un esercizio di sopravvivenza e le bollette con il caro-energia sono insostenibili, tanto per le famiglie quanto per le imprese. Loro pensano esclusivamente a se stessi. Ai cittadini restano i problemi reali». Per la vicecapogruppo M5S alla Camera, Vittoria Baldino, «chiaramente adesso la parola passerà alla Corte costituzionale, perché i profili di incostituzionalità di questa legge sono abbastanza evidenti. Parliamo anche della parità di genere, del numero abnorme di firme da raccogliere per la presentazione delle liste. Però il tema è politico. Prima di tutto – sottolinea Baldino – il tema politico è che questa maggioranza ha gestito il Paese, ha “comandato” per quattro anni, con l’unica preoccupazione di auto-conservarsi. Questo è l’ultimo atto di questa tragedia che ha portato il Paese allo stato in cui è». Lapidario sui social il deputato di Futuro Nazionale Domenico Furgiuele: «La farsa della legge elettorale è finita. La battaglia vera è fuori dal Palazzo! Gli agricoltori sono in ginocchio, mentre l’Europa svende le nostre eccellenze. La nostra terra, il nostro lavoro, la nostra identità non sono in vendita», osserva Furgiuele.
Sorride il centrodestra
Di tutt’altro tenore invece le reazioni dal campo della maggioranza. «L’approvazione definitiva della nuova legge elettorale da parte della Camera rappresenta una vera e propria svolta storica per la nostra democrazia e per il futuro istituzionale dell’Italia», afferma la senatrice della Lega, Tilde Minasi. «Abbiamo finalmente restituito agli italiani un sistema di voto che – aggiunge Minasi – garantisce sia la massima rappresentatività che la necessaria governabilità del Paese. Da un lato, torniamo a dare voce ai territori introducendo le preferenze, permettendo così agli elettori di scegliere direttamente da chi farsi rappresentare in Parlamento; dall’altro, grazie al premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% e alla chiara indicazione del candidato premier, assicuriamo all’Italia esecutivi solidi, mettendo fine alla stagione dei governi deboli e dei ribaltoni di palazzo a cui eravamo tristemente abituati. Il voto di oggi, arrivato superando brillantemente e senza sbavature anche l’insidia dello scrutinio segreto, dimostra in modo inequivocabile – conclude l’esponente della Lega – la forza e l’unità granitica della nostra coalizione». (a. cant.)
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