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LE INDAGINI

Corruzione negli appalti della sanità a Crotone, 13 indagati. Tangenti mascherate da consulenze

L’inchiesta della Procura sulle forniture sanitarie per oltre 3 milioni di euro. Secondo l’accusa, gare manipolate e documenti riservati anticipati alle imprese. La Finanza ha documentato pagamenti i…

Pubblicato il: 10/10/2026 – 10:51
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CROTONE Appalti per oltre 3 milioni di euro, procedure di gara che sarebbero state manipolate per favorire determinate imprese e presunte tangenti mascherate da consulenze fittizie. È quanto emerge da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, guidata da Domenico Guarascio, che ha portato alla notifica di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettante persone, tra funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. I provvedimenti vengono notificati questa mattina dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone, al termine di un’attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinata dalla Procura pitagorica. Le contestazioni riguardano una serie di presunti episodi di corruzione, anche in forma associata, legati alla gestione di diverse procedure per la fornitura di prodotti sanitari, bandite tra il 2019 e il 2021 dalle principali strutture sanitarie della provincia.

Le gare pilotate e i documenti anticipati

Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe coinvolto pubblici funzionari all’epoca in servizio presso l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, insieme a imprenditori e professionisti che avrebbero partecipato, con ruoli differenti, alla manipolazione delle procedure di aggiudicazione. In particolare, le indagini avrebbero documentato un meccanismo attraverso il quale alcune imprese riuscivano ad acquisire in anticipo informazioni e documenti relativi alle gare d’appalto. In più occasioni, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati anticipati i documenti di gara e condivise informazioni riservate sulle decisioni delle stazioni appaltanti. Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito casi nei quali gli stessi referenti delle imprese destinate a essere favorite sarebbero intervenuti direttamente nella predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici, contribuendo così alla definizione delle caratteristiche delle forniture.

Le tangenti e le consulenze fittizie

Accanto alle presunte irregolarità nella gestione degli appalti, la Guardia di Finanza avrebbe individuato anche una serie di accordi corruttivi. Secondo quanto ricostruito, le somme da corrispondere sarebbero state stabilite in percentuale rispetto al valore delle commesse, attraverso un sistema di controprestazioni economiche che, in diversi casi, venivano formalmente giustificate come incarichi di consulenza. Prestazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state in realtà fittizie e utilizzate per mascherare il pagamento delle somme illecite. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno monitorato e documentato diverse consegne di denaro contante, per un ammontare complessivo superiore a 45mila euro.

I tredici indagati

L’inchiesta ha portato alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di tredici persone, ritenute a vario titolo coinvolte nelle condotte contestate. Le ipotesi di reato richiamano gli articoli 318 e 321 del Codice penale, relativi alla corruzione per l’esercizio della funzione e alle pene previste per il corruttore. La notifica degli avvisi consente agli indagati di prendere visione degli atti e di esercitare le proprie facoltà difensive prima delle successive determinazioni della Procura. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. (redazione@corrierecal.it)

I tredici indagati – TUTTI I NOMI

  • Michele Maffei, imprenditore ritenuto il principale riferimento del presunto sistema
  • Carla Marcella Piro, indicata tra le persone coinvolte nella gestione della contabilità riservata
  • Mario Talarico, indicato come il ragioniere del gruppo
  • Federico Guzzo, coinvolto secondo l’accusa nei rapporti con gli operatori sanitari
  • Vito Domenico De Martino, indicato tra gli intermediari del gruppo
  • Rodolfo Trapasso, coinvolto nella rete di rapporti con i medici
  • Pantaleo Ciardi, indicato tra i referenti commerciali
  • Francesco Pio Oliverio, primario di Ortopedia dell’ospedale di Crotone
  • Josè Francisco Aloe, direttore della farmacia ospedaliera di Lamezia Terme
  • Francesco Masciari, ex dirigente amministrativo dell’Asp di Crotone
  • Stefano Pugliese, direttore della struttura sanitaria privata Life
  • Angelina Rizzuti, funzionaria dell’Asp di Crotone
  • Mario Martina, ex dipendente dell’Asp di Crotone

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