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l’inchiesta

Il sistema “Social Card” nel Catanzarese, il business della droga e i pagamenti con il Reddito di cittadinanza

Gli indagati avrebbero ottenuto le carte, rinvenute durante la perquisizione, in cambio di sostanze stupefacenti. Le indagini dimostrerebbero la «capacità imprenditoriale» del gruppo

Pubblicato il: 14/10/2026 – 19:08
di Marco Russo
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CATANZARO Avrebbero utilizzato anche la carta del reddito di cittadinanza nella compravendita di droga che ha portato all’operazione “Social Card”, condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro. In tutto 24 le misure cautelari emesse dal gip, con 12 persone finite in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Gli inquirenti hanno ricostruito la mappa di spaccio nel Catanzarese, con un’associazione dedita alla compravendita di cocaina e marijuana al cui vertice ci sarebbe, secondo gli inquirenti, Davide De Santis. Il sodalizio avrebbe sfruttato una rete di pusher nelle varie piazze di spaccio della provincia, con la «base logistica» in un’abitazione di Cortale.

Il reddito di cittadinanza per pagare la droga

Tra i soggetti che avrebbero venduto la droga, gli inquirenti individuano Antonio Saraceno (arrestato), che avrebbe avuto il compito di «ridistribuire sostanza stupefacente del tipo cocaina nei territori di Amaroni, Cortale, Vallefiorita, Squillace, Girifalco». Dalle conversazioni captate dagli investigatori, il pagamento sarebbe stato garantito anche tramite le carte del reddito di cittadinanza: «È emerso – si legge – inoltre dall’indagine che gli assuntori utilizzassero carte di credito del reddito di cittadinanza per pagare le cessioni di sostanza stupefacente al Saraceno». Un dettaglio che sarebbe stato confermato anche durante le perquisizioni in casa, quando nel 2023 sono state rinvenute «varie carte di reddito di cittadinanza». Per il gip, per il rinvenimento delle carte «non appare plausibile versione alternativa a quella del pagamento dello stupefacente».

La «capacità imprenditoriale» di De Santis e degli affiliati

Gli investigatori avrebbero intercettato diverse conversazioni, a riprova del presunto rapporto tra De Santis e Saraceno per il business della droga nel Catanzarese. In particolare, in occasione del suo arresto nel 2023, dopo essere stato trovato con circa 150 grammi di cocaina, Saraceno avrebbe subito avvisato De Santis: «Butta tel fermato sono a casa domiciliari poi ti scrivo» chiedendogli un «altro numero di telefono su cui contattarlo». Per gli inquirenti, anche le “pezzature” tra i due, che «si aggiravano sempre sui cinquanta grammi o multipli del medesimo, mai inferiori», dimostrerebbero la «“capacità imprenditoriale” del De Santis e, di conseguenza, dei suoi affiliati». (m.russo@corrierecal.it)

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