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LA DECISIONE

Briatico, parcheggio a pagamento vicino al lido non autorizzato: assolta la moglie del boss Accorinti

Carmela Napoli era accusata di abuso edilizio. L’area era stata sequestrata nel 2022 dopo un controllo di carabinieri e Guardia di Finanza

Pubblicato il: 15/10/2026 – 12:40
di Gi. Cu.
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VIBO VALENTIA Era finita a processo per un parcheggio a pagamento realizzato, secondo l’accusa, senza le necessarie autorizzazioni nei pressi di uno stabilimento balneare di Briatico. Ma per il Tribunale di Vibo Valentia il fatto non sussiste. Assolta Carmela Napoli, moglie di Antonino Accorinti, ritenuto al vertice dell’omonima cosca di ’ndrangheta attiva nel Vibonese, attualmente detenuto in regime di 41-bis. La decisione dei giudici chiude il procedimento di primo grado nato da un controllo effettuato il 18 agosto 2022 dai carabinieri della Stazione di Briatico e dai militari della Guardia di Finanza di Vibo Valentia nell’area dello stabilimento balneare «U lidu da Nonna», all’epoca gestito dalla donna.

Il parcheggio a pagamento e il sequestro

Durante l’ispezione, le forze dell’ordine avevano accertato che un vasto appezzamento di terreno adiacente al lido veniva utilizzato come parcheggio per le automobili dei numerosi turisti presenti nella località balneare. La sosta era a pagamento e agli automobilisti veniva regolarmente rilasciato uno scontrino. Secondo la ricostruzione accusatoria, tuttavia, l’area era stata destinata a parcheggio in assenza delle necessarie autorizzazioni edilizie. Da qui la contestazione del reato di abuso edilizio e il conseguente sequestro del terreno. Il provvedimento era stato successivamente convalidato dal gip di Vibo Valentia, che aveva disposto anche il sequestro preventivo dell’area. La difesa di Carmela Napoli, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, aveva però impugnato la misura davanti al Tribunale del Riesame, ottenendone l’annullamento e la restituzione del terreno ai legittimi proprietari.

Le contestazioni cadute in Tribunale

La vicenda giudiziaria era comunque proseguita. Al termine delle indagini, la Procura di Vibo Valentia aveva chiesto il rinvio a giudizio della donna, sostenendo l’ipotesi di una violazione della normativa urbanistica. Nel corso del dibattimento, attraverso l’audizione dei testimoni e del consulente tecnico di parte, i difensori hanno sostenuto che sul terreno non fosse stato realizzato alcun intervento edilizio tale da richiedere un permesso di costruire. Secondo la ricostruzione della difesa, il semplice utilizzo dell’appezzamento per la sosta delle automobili non avrebbe comportato una trasformazione urbanisticamente rilevante dell’area. I legali hanno inoltre sostenuto la regolarità amministrativa dell’attività esercitata dall’imputata. Al termine del processo, il Tribunale di Vibo Valentia ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di Carmela Napoli con la formula «perché il fatto non sussiste», accogliendo la richiesta avanzata dai difensori. La vicenda si conclude dunque, in primo grado, con il venir meno della contestazione edilizia che aveva portato al sequestro dell’area nell’estate del 2022. (g.curcio@corrierecal.it)

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