L’insidia Vannacci, l’enigma dei congressi e le incognite del futuro. La Lega Calabria e i suoi tormenti
Un viaggio nel (variegato) mondo del Carroccio calabrese con uno sguardo alle difficoltà del presente e alle prossime sfide elettorali
LAMEZIA TERME Il dato numerico è ovviamente troppo parziale per essere completamente indicativo o comunque pienamente affidabile, ma certo può essere la spia di una situazione. Il dato è quello del quasi 11% che Futuro nazionale di Roberto Vannacci ha comunque raggiunto alle Suppletive di Reggio Calabria con il candidato Domenico Giannetta e per alcuni analisti politici comunque, al netto della estrema peculiarità), è il sintomo di una Lega che anche in Calabria ha risentito, risente, e probabilmente risentirà, beinteso in negativo, dell’effetto dell’avvento sulla scena politica dell’ex generale con i suoi soldati. Sul piano dei nomi, per il momento Futuro Nazionale ha “strappato” al Carroccio – parlando di big – solo un parlamentare, che però è un parlamentare di peso, Domenico Furgiuele, il “pioniere” leghista calabrese che ha indubbiamente contribuito all’escalation del partito di Matteo Salvini anche a livello regionale. Non c’è dubbio che l’addio di Furgiuele va ritenuto come un indebolimento del Carroccio sul territorio. Quanto questa dinamica si proietterà ancora nel futuro ovviamente lo si potrà intuire solo nel tempo, ma in ogni caso per la Lega in Calabria ci sono stati tempi certamente migliori.
Congresso sì, congresso no
La sensazione, che gli osservatori politici segnalano peraltro da anni, è quella di un partito che in Calabria in realtà non è mai stato tale, tra tensioni e fibrillazioni, commissariamenti spesso imposti da Roma e comunque eterodiretti da e sostanziale assenza di organismi salve sparute eccezioni, finendo con il diventare una pura sommatoria di personalità con relativi consensi, voti, “truppe cammellate” e litigiosità assortite. Un partito in autogestione, diciamo così… Il fatto è che questa situazione rischia di trascinarsi ancora “sine die”, perché chiaramente la celebrazione del congresso federale straordinario a livello nazionale, in programma il 24 e 25 ottobre, fa slittare ulteriormente l’eventuale – molto eventuale – celebrazione del congresso regionale della Lega in Calabria. All’atto della nomina dell’ultimo commissario regionale, la parlamentare Valeria Sudano, lo scorso febbraio, il vicesegretario del partito e “plenipotenziario” di Salvini al Sud (e in Calabria) Claudio Durigon aveva fissato come obiettivo del congresso calabro l’estate. Cronoprogramma – come evidente – chiaramente non rispettato: giusto per aggiungere alcuni elementi, Sudano si è vista raramente in giro (almeno seguendo le cronache giornalistiche) e Durigon oggi non è più vicesegretario, perché la sua carica è stata azzerata come le altre in vista del congresso. In più, la Lega anche sul territorio appare meno “aggressiva”: alle Suppletive di Reggio Calabria il Carroccio ha contribuito alla corsa di del candidato del centrodestra Fabio Roscioli (Forza Italia) con meno “trasporto” rispetto a Fratelli d’Italia, giusto per dirne una.
Il futuro (pieno di incognite)
Le cose poi nemmeno congiurano a favore: la Lega avrebbe dovuto avere un secondo assessore nella Giunta Occhiuto ma il caos sulla vicenda dei sottosegretari ha bloccato anche questo dossier anche qui “sine die”. Nè sono mancati in passato momenti di frizione tra i big salviniani, leader compreso, e lo stesso Occhiuto su alcuni temi come gli assetti nella Stretto di Messina Spa (sull’autonomia differenziata invece il governatore sembra oggi meno “barricadero” di prima). Qualche pista per irrobustire il Carroccio poi sembra essersi “raffreddata” a esempio, l’ex governatore ed ex sindaco di Reggio Peppe Scopelliti, che si era avvicinato al Carroccio ma ora sembra aver di nuovo riallacciato una “corrispondenza di amorosi sensi” con i meloniani di Fratelli d’Italia (peraltro, il suo “habitat” naturale). Ora all’orizzonte per la Lega il congresso straordinario, che i “bene informati” danno comunque blindato in favore di Salvini. In generale, il partito calabrese sta con il Capitano, non mancano occasioni in cui i parlamentari Simona Loizzo e Tilde Minasi o il vicepresidente della Giunta Filippo Mancuso o il capogruppo regionale Giuseppe Mattiani non esaltino Salvini, sia pure con diverse gradazioni dell’entusiasmo. Del resto, lo “zoccolo duro” del leader, insidiato dalla componente nordista della Lega, è proprio da Roma in giù. Sotto questo aspetto il congresso federale non dovrebbe riservare sorprese. Ma in tanti si chiedono cosa succederà dopo anche tra il Pollino e lo Stretto. Nel 2027 ci sono Politiche e Amministrative, e per la Lega saranno “snodi” decisivi e delicati. Per le candidature al Parlamento ovviamente ancora i discorsi sono prematuri ma i ragionamenti sono già in atto, anzitutto per la consapevolezza che bisognerà schierare il top per competere, perché con le preferenze ora i voti “pesano”: se le ricandidature di Loizzo e Minasi sono ritenute scontate, boatos dicono che dovrebbero essere “precettati” anche Mancuso – peraltro ritenuto anche un “papabile” (anzi “papabilissimo”) candidato sindaco di Catanzaro, e Mattiani e forse gli altri due consiglieri regionali Orlandino Greco e Gianpaolo Bevilacqua, per quanto Greco e Bevilacqua sono leghisti di osservanza “meno stretta” degli altri. (a. cant,)
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