Protesta dei Tir a Falerna, il pieno da 900 a 1.580 euro. «Così non possiamo più lavorare» – FOTO E VIDEO
Il racconto di Luigi Paola, autotrasportatore da oltre 14 anni: «I miei figli mi chiedono di smettere, ci sto rimettendo la salute». E sui 15 milioni della Regione: «Non basteranno mai»
FALERNA «Prima per un pieno di gasolio spendevamo circa 900 euro, oggi siamo arrivati a 1.580 euro. Sono prezzi insostenibili». C’è tutta la difficoltà di un settore nelle parole di Luigi Paola, autotrasportatore da oltre 14 anni, tra i protagonisti della protesta che sta interessando anche Falerna, nel Lametino, dove agricoltori e camionisti hanno dato vita a un presidio nei pressi dello svincolo dell’autostrada A2. Una mobilitazione che prosegue dopo le iniziative dei giorni scorsi e che, con l’avvio del fermo regionale dell’autotrasporto, ha assunto una dimensione ancora più ampia.

«Non riusciamo più a far uscire i mezzi dai piazzali»
La richiesta è quella di interventi concreti per consentire alle aziende di continuare a lavorare. «Non ci bastano più le parole, si deve arrivare ai fatti perché siamo arrivati in condizioni che non possiamo più far uscire i nostri mezzi dai piazzali per il caro gasolio e il carovita», racconta Paola, descrivendo una situazione che, a suo dire, sta diventando economicamente insostenibile. Il problema non riguarda soltanto il carburante. A pesare sulle imprese sono anche i costi del personale, le difficoltà nel reperire autisti e le spese necessarie per accedere alla professione. «Non si trovano autisti e noi patiamo anche questa situazione. Una patente è arrivata a costare 5mila euro. Anche un giovane senza lavoro che vorrebbe inserirsi in questo settore non lo fa, perché lo Stato non ci aiuta». Da qui la richiesta di nuove regole e condizioni economiche sostenibili per le imprese. «Chiediamo tariffe fisse per tutti, in modo da poter lavorare bene, sostenere i costi, pagare i contributi, l’Inail e tutto il resto. Oggi chiediamo questo: poter lavorare tranquilli e continuare a portare la merce nei supermercati». Paola insiste soprattutto sul ruolo strategico dell’autotrasporto per l’intero sistema economico. «Se noi cadiamo, cade l’economia, cade l’imprenditoria, l’edilizia, cade tutto. Oggi siamo una parte fondamentale del sistema produttivo».

«I 15 milioni della Regione non basteranno»
Il riferimento è anche all’intervento straordinario da 15 milioni di euro approvato dalla Regione Calabria per sostenere le imprese alle prese con l’aumento dei costi. «Ringraziamo il presidente Occhiuto, però questi sono soldi che purtroppo non basteranno mai e poi mai», sostiene l’autotrasportatore, che chiede soprattutto misure strutturali e un intervento del governo centrale. «Non dobbiamo essere considerati importanti soltanto quando c’è un’emergenza. Durante il Covid eravamo apprezzati, eravamo i re. Poi, passato quel periodo, è finito tutto e non serviamo più. Non funziona così». Tra le richieste avanzate anche una riduzione del peso contributivo sulle assunzioni. «Lo Stato ci deve venire incontro, agevolandoci sui contributi quando assumiamo personale. Oggi un’assunzione ci costa, solo di contributi, 980 euro al mese», afferma Paola.


«I miei figli mi chiedono di smettere, ci sto rimettendo la salute»
Ma dietro i numeri e le rivendicazioni economiche emerge anche il peso personale di un’attività diventata sempre più difficile da sostenere. Il racconto di Paola si fa più amaro quando gli viene chiesto cosa pensino della protesta i suoi familiari. «I miei figli sono già da un bel po’ di anni che mi dicono: papà, lascia stare, perché ci stai rimettendo la salute», racconta. E aggiunge: «Ho abbandonato tanti controlli medici e poi magari, quando ci arrivi, è troppo tardi e ti devi imbottire di farmaci per cercare di portare avanti l’azienda con tanti sacrifici». Una testimonianza che va oltre il costo del gasolio e restituisce le difficoltà quotidiane di chi cerca di tenere in piedi un’impresa. «Le aziende calabresi che lavorano e fanno sacrifici devono essere rispettate. Non chiediamo la luna, chiediamo un po’ di rispetto per il lavoro che facciamo e per l’attività che svolgiamo». Intanto la mobilitazione prosegue anche a Falerna, dove il presidio degli agricoltori si è saldato alla protesta degli autotrasportatori, con disagi alla viabilità già registrati nei giorni scorsi. Un fronte comune che punta a ottenere risposte dal governo e a richiamare l’attenzione sulle difficoltà di due comparti fondamentali per l’economia regionale. (f.b.)
Il video:
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