Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:48
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

LE RIVENDICAZIONI

Protesta dei Tir in Calabria, Laudari: «Da domani fermi anche i camion che arrivano dal Nord» – FOTO E VIDEO

Il coordinatore del fermo annuncia una stretta sulla mobilitazione: «Ci aspettiamo il 90% di adesioni». L’appello ai cittadini: «Non correte ai supermercati, non siamo in guerra». E sui 15 milioni de…

Pubblicato il: 16/10/2026 – 11:25
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

LAMEZIA TERME «I camion che stanno arrivando dal Nord fino a domani mattina li facciamo passare, poi neanche quelli più si devono fermare per solidarietà». La protesta degli autotrasportatori in Calabria è appena cominciata, ma gli organizzatori guardano già alle prossime ore e annunciano un ulteriore rafforzamento della mobilitazione. A parlare è Vincenzo Laudari, trasportatore e coordinatore del fermo regionale, che dal presidio nell’area aeroportuale di Lamezia Terme traccia il bilancio delle prime ore di protesta e anticipa le intenzioni dei manifestanti. L’obiettivo dichiarato è raggiungere il 90% delle adesioni, mentre il fermo di cinque giorni rischia di avere conseguenze sempre più pesanti sulla distribuzione delle merci. «Non siamo in guerra con nessuno», precisa Laudari, rivolgendo un appello ai cittadini affinché evitino di prendere d’assalto supermercati e distributori di carburante.

«Da domani si fermano anche quelli che arrivano dal Nord»

La mobilitazione è scattata alla mezzanotte di venerdì 16 ottobre, con presìdi nei principali snodi stradali e logistici della regione. Nell’area di Sant’Eufemia, a Lamezia Terme, numerosi Tir sono schierati lungo la carreggiata nei pressi della rotatoria che conduce verso l’aeroporto, con disagi alla circolazione e le forze dell’ordine impegnate a monitorare la situazione. È da qui che Laudari annuncia come potrebbe evolversi la protesta. Per il momento, spiega, gli autotrasportatori stanno consentendo il passaggio dei camion provenienti dalle regioni settentrionali. Dalla mattina di sabato 17 ottobre, però, secondo le intenzioni degli organizzatori anche questi mezzi dovranno aderire al fermo. Una scelta che, se attuata, potrebbe incidere ulteriormente sulla movimentazione delle merci lungo le principali direttrici di collegamento della Calabria. «Ci aspettiamo almeno un buon 90% di adesione», sostiene Laudari, spiegando che l’organizzazione della mobilitazione ha richiesto oltre un mese di lavoro. «Non è stato facile, però ci siamo riusciti e ci siamo arrivati». Le prime ore sono state particolarmente impegnative. «Siamo qui in mezzo a una strada senza dormire», racconta il coordinatore, che ribadisce le ragioni della protesta: «Il caro carburante, un po’ tutto è aumentato per noi e quindi non abbiamo più via d’uscita».

Gasolio agevolato, accise e contributi: le richieste al governo

Il fermo nasce dalle difficoltà economiche denunciate dalle imprese dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento dei costi del carburante e della gestione del personale. «Noi chiediamo nello specifico quello che avevamo: un gasolio a prezzo agevolato, perché lo possono dare, e le accise che avevamo prima», spiega Laudari, chiedendo il ripristino delle precedenti agevolazioni e una revisione del sistema contributivo. Tra le richieste anche una riduzione degli oneri relativi ai dipendenti, con l’intenzione dichiarata di destinare i risparmi alle retribuzioni dei lavoratori. «Uno sconto particolare che noi lasceremo lo stesso in busta paga ai dipendenti, così avranno una vita più dignitosa, più facile e potranno spendere qualcosa in più». Il terzo punto riguarda una riorganizzazione complessiva del comparto. «Vogliamo la ristrutturazione del settore, con regole fatte bene, da gente competente e che capisce la materia».
Ma la protesta, secondo il coordinatore, non riguarda soltanto le aziende di trasporto. Le conseguenze dell’aumento dei costi rischiano infatti di ripercuotersi sull’intera filiera commerciale. «Quello che facciamo lo facciamo per tutti. Non lo facciamo solo per noi, ma principalmente anche per il popolo, per non far aumentare il carrello della spesa. Perché aumentando il trasporto aumenta il carrello della spesa», osserva Laudari.

«Non correte ai supermercati e ai distributori, non siamo in guerra»

È proprio ai cittadini che il coordinatore dedica uno dei passaggi più significativi dell’intervista. Il timore di difficoltà negli approvvigionamenti, soprattutto dopo i problemi registrati nei giorni scorsi nella distribuzione dei carburanti, potrebbe alimentare ulteriormente la corsa alle stazioni di servizio e ai supermercati. Laudari invita invece alla calma e alla comprensione delle ragioni della mobilitazione. «Il popolo deve cercare di capire un po’, deve stare più vicino a noi, perché quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per tutti, non solo per noi». Poi il messaggio: «Un po’ di pazienza, non bisogna correre così nei supermercati, nei rifornimenti di benzina, perché non siamo in guerra con nessuno». Il coordinatore insiste anche sulle modalità della protesta, sottolineando la volontà di mantenere un confronto rispettoso con le istituzioni e con la popolazione. «Noi siamo in pace con tutti e vogliamo stare in pace con tutti. Questo fermo lo facciamo nel rispetto delle regole, delle istituzioni, nel rispetto di tutti».
Parole che arrivano mentre la mobilitazione interessa diversi territori calabresi. Nel Lametino, oltre al presidio nella zona aeroportuale, si registrano proteste anche a Falerna e a Gizzeria, dove i manifestanti hanno annunciato il blocco degli accessi al centro di distribuzione GLS lungo la strada che conduce verso Mortilla.

L’attacco alla Regione: «Quindici milioni? Si dovrebbero vergognare»

Se ai cittadini Laudari chiede comprensione, il tono cambia radicalmente quando il discorso si sposta sull’intervento economico annunciato dalla Regione Calabria. I 15 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale per sostenere i comparti in difficoltà vengono giudicati assolutamente insufficienti dal coordinatore del fermo. «Quel segnale è misero, è povero, è da vergogna proprio. Si dovrebbero solo vergognare», attacca Laudari. E aggiunge: «Che facciamo con 15 milioni di euro? Siamo 1.200 aziende di trasporto, 11mila-12mila agricoltori». Numeri riferiti dal rappresentante della protesta per sottolineare la dimensione dei settori coinvolti e la distanza, a suo giudizio, tra le risorse messe a disposizione e le necessità delle imprese. La critica alla Regione si accompagna alla richiesta di un intervento del governo nazionale, dal quale, sostiene Laudari, non sarebbero ancora arrivate risposte sufficienti. Intanto il fermo prosegue. Dopo la prima notte trascorsa lungo le strade calabresi, l’attenzione si concentra adesso sulla giornata di sabato, quando gli organizzatori intendono estendere ulteriormente l’adesione alla protesta. Il passaggio annunciato da Laudari sui camion in arrivo dal Nord rappresenta uno dei punti cruciali per capire quale sarà l’evoluzione della mobilitazione e quali conseguenze potrà avere sulla rete dei trasporti regionali. (g.curcio@corrierecal.it)

L’intervista:

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x