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L’INIZIATIVA

Dalla scommessa alle nuove imprese, i dieci anni del Gal Terre Vibonesi. Papillo: «Ora pensiamo al futuro» – VIDEO

Il bilancio del presidente: 152 beneficiari finanziati e 57 nuove imprese extra-agricole. Tra gli obiettivi il Marchio Territoriale di Qualità e nuove opportunità di sviluppo per il Vibonese

Pubblicato il: 17/10/2026 – 9:35
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VIBO VALENTIA Due giorni di programma, decine di interventi, diversi panel che nel titolo indicano sia i punti di premessa quanto gli obiettivi ultimi: Terre che producono, dedicato ad Agricoltura, filiere, qualità, innovazione; Terre che accolgono, incentrato su Territori, borghi, ospitalità, esperienze; Terre che si raccontano, con focus su Identità, cultura, reputazione, comunicazione e infine Terre che restano, centrato su Lavoro, comunità, servizi, futuro. Tutti argomenti densi di significato che raccontano di una Calabria del già e non ancora, una regione consapevole di aver compiuto molti passi e determinata ad affrontare quelli che rimangono da fare.
Dietro tutto ciò c’è il Gal Terre Vibonesi, società consortile e agenzia di sviluppo locale capace in due lustri di interpretare le sue funzioni originarie e raccogliere lo sfidante compito assegnato, in tempi più recenti, dalla Regione Calabria, che ha modificato ruolo e prospettive dei Gruppi di Azione Locale.
Per due giorni, nel suggestivo contesto di Villa Klopè a Francavilla Angitola, il Gal Terre Vibonesi, guidato dal presidente Vitaliano Papillo, ha deciso di mostrare il volto di una Calabria operosa, capace di leggere e interpretare le esigenze del territorio, di stimolare percorsi di crescita, di riflettere con umiltà sulle vie da percorrere in un futuro che richiede impegni, visioni, prospettive.

A descrivere la “celebrazione” del decennale del Gal è proprio il suo presidente: «Per noi sono due giorni importanti, in dieci anni abbiamo messo in campo e realizzato tantissime attività. Ora ci poniamo il tema del futuro delle terre vibonesi e di come costruirlo insieme. Ecco perché in questi due giorni abbiamo voluto che fossero presenti relatori territoriali, regionali e nazionali, lo sviluppo ha bisogno di tante voci, di molte idee, del confronto tra approcci e visioni».
Papillo, a più riprese, fuga il rischio che l’evento si trasformi in celebrazione o che, ancor peggio, sconfini nell’autoreferenzialità: «Il nostro territorio presenta indiscutibilmente delle fragilità, ma guai se focalizzassimo il racconto solo su quelle. Perché non ragionare, ad esempio, sulle centinaia di attività, spesso in mano a giovani e donne, che il Gal ha finanziato e che oggi sono realtà visibili e produttive?».
Papillo ha voluto poi richiamare il percorso del Gal in dieci anni: «All’inizio il Gal non era altro che una sigla, una scommessa. Oggi possiamo dire di avere una storia e i punti di riferimento di questa storia sono le imprese che sono nate e le persone che hanno deciso di credere in questo territorio. Nella programmazione 2014-2022 siamo stati capaci di centrare tutti gli obiettivi utilizzando per intero le risorse europee che ci erano state affidate. 152 i beneficiari finanziati, 57 le nuove imprese extra-agricole».

Tra le molte attività finanziate, Papillo ne ha ricordata una che, secondo lui, indica il senso del lavoro compiuto: «A Drapia la Fondazione I Discepoli di Padre Pio porta avanti il progetto della Cittadella come voluto da Padre Pio. Con un progetto di cooperazione sostenuto con duecentomila euro abbiamo contribuito a innovare la preparazione di alimenti destinati a pazienti fragili e a bambini oncologici». Altro tema quello delle sinergie, dal Distretto del Cibo fino alla collaborazione con altri Gal per progetti comuni, in più l’ultimo obiettivo, e cioè quello del Marchio Territoriale di Qualità Terre Vibonesi. I due giorni a Villa Klopè si sono rivelati, dunque, un esperimento riuscito, il tentativo cioè di raccontare la buona pratica di chi ha trasformato una sigla in una realtà concreta, un insieme di soggetti in un unico centro propulsore di sviluppo territoriale.

D’altro canto, la provincia di Vibo Valentia è, a suo modo, un unicum. Alle sue modeste dimensioni territoriali corrisponde infatti una grande quantità di prodotti tipici e identitari, alcuni dei quali – due in particolare, Cipolla Rossa di Tropea e ’nduja di Spilinga – sono nei fatti “marcatori” agroalimentari dell’intera regione. Ci sono poi delle relazioni speciali e uniche che connotano la provincia vibonese, quella tra agricoltura e ambiente, tra contesto rurale e paesaggio straordinariamente turistico, tra produzioni di nicchia e un’immensa biodiversità che oggi, tra l’altro, assume rilevanza nel nascente Biodistretto delle Serre, con il Parco naturale regionale e il Gal Terre Vibonesi tra i protagonisti di prima fila. All’appuntamento del Gal, nella prima giornata, non ha fatto mancare il proprio contributo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha espresso sincero apprezzamento per l’impegno del Gal e per i dieci anni di lavoro profuso al servizio dello sviluppo rurale, dell’identità e del futuro del territorio vibonese. (redazione@corrierecal.it)

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