‘Ndrangheta, preso latitante della cosca Barbaro “Castanu”. Si era rifugiato in una comunità di recupero – VIDEO
Rintracciato e bloccato dalla Squadra Mobile di Reggio un pluripregiudicato, Antonio Barbaro, ricercato per un traffico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina dal Sud America
REGGIO CALABRIA È stato rintracciato e arrestato dagli investigatori della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Reggio Calabria un pluripregiudicato, Antonio Barbaro, che si era sottratto a un’ordinanza di custodia cautelare emessa nel novembre dello scorso anno dal Giudice per le indagini preliminari di Milano. Il provvedimento rientrava nell’ambito dell’operazione antidroga “Skyfall”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia milanese e condotta dal Gico della Guardia di Finanza. L’uomo, ritenuto appartenente alla cosca dei Barbaro Castanu di Platì, avrebbe gestito per conto del clan il traffico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina provenienti dal Sud America. L’indagine complessiva aveva coinvolto altri 28 soggetti, ritenuti implicati a vario titolo nel traffico di stupefacenti per conto delle cosche Barbaro di Platì e Morabito di Africo. Resosi irreperibile dopo il blitz iniziale, l’indagato era svanito nel nulla.
Il ritorno nella terra d’origine e la cattura nella zona nord
Le indagini per catturare il latitante sono partite dal presupposto investigativo che, sfuggito alla cattura dei finanzieri milanesi, l’uomo avesse deciso di «fare ritorno nella propria terra d’origine, cercando rifugio e protezione nel territorio reggino». La Sezione Antidroga della Squadra Mobile ha così intensificato le ricerche, concentrandosi su alcune aree della provincia. Nelle ultime ore, l’osservazione di movimenti anomali nella zona settentrionale del capoluogo ha permesso di stringere il cerchio. Gli agenti, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno scoperto che il ricercato aveva trovato rifugio all’interno di una comunità di recupero dalla tossicodipendenza situata nella zona nord cittadina.
Il blitz nella comunità e il sequestro dello smartphone
Gli uomini della Squadra Mobile hanno circondato lo stabile e fatto irruzione, cogliendo di sorpresa Barbaro, che è stato immediatamente riconosciuto e bloccato senza opporre resistenza. Gli accertamenti successivi hanno svelato che il pluripregiudicato si era stabilito nella struttura da pochissimo tempo, fingendo di voler intraprendere un percorso di disintossicazione per mimetizzarsi. Nel corso dell’operazione, la Polizia ha proceduto anche al sequestro del suo smartphone, che sarà adesso analizzato dagli investigatori per ricostuire la rete di appoggi di cui ha beneficiato durante la fuga. Nei suoi confronti restano pesanti le accuse — fatte salve le tutele del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva — di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione illegale di arma. (redazione@corrierecal.it)
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