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una polveriera

L’agguato alla famiglia Pepe, l’omicidio di Silvana Sibarelli riapre il fronte della faida nella Sibaritide

Negli ultimi anni sono numerosi gli omicidi compiuti e tentati. Da Salvatore Aquino a Domenico Forastefano fino a Giuseppe e Maurizio Scorza

Pubblicato il: 24/10/2026 – 9:52
di Fabio Benincasa
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CASSANO ALLO IONIO Solo qualche giorno fa la Corte d’Assise di Cosenza aveva pronunciato la sentenza di primo grado al termine del processo celebrato per fare luce sull’agguato mortale compiuto nei confronti di Salvatore Aquino, freddato a colpi d’arma da fuoco a Schiavonea. Il 23 ottobre del 2025, alcuni colpi di fucile avevano raggiunto e ferito Domenico Forastefano, padre di Pasquale detto “l’animale”, esponente del sodalizio mafioso cassanese e detenuto in regime di 41 bis. La vittima dell’agguato era riuscita a salvarsi. Ed ancora, nel lungo elenco dei fatti di sangue registrati in quella fetta di territorio della provincia cosentina trova spazio l’omicidio compiuto a Lauropoli di Giuseppe Scorza, 36 anni, figlio di Maurizio Scorza ucciso il 4 aprile del 2022 a Castrovillari insieme alla compagna Hanene Hendli.

Un nuovo delitto

La Sibaritide è «una polveriera» aveva tuonato in aula il pm della Dda di Catanzaro, Alessandro Riello, nel corso della requisitoria di uno dei tanti processi scaturiti dalle recenti inchieste nel territorio tra Cassano allo Ionio e Corigliano Rossano. Da qualche ora, un nuovo fatto di sangue occupa le prime pagine anche dei quotidiani nazionali. Intorno alla mezzanotte di ieri, un commando composto da soggetti ancora ignoti ha raggiunto l’abitazione di Damiano Pepe facendo fuoco contro il 64enne e contro la moglie Silvana Sibarelli di 60 anni. La donna non è riuscita a sfuggire ai colpi mortali dei killer, l’uomo invece è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Annunziata di Cosenza nel reparto di Chirugia d’urgenza. Secondo quanto si è appreso non sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri di Cassano allo Ionio guidati dalla comandante Chiara Baione indagano sull’accaduto, considerata la ferocia dell’azione omicidiaria e il modus operandi adottato dagli aguzzini è concreta la pista che porta alla ‘ndrangheta.

La faida

L’agguato compiuto in contrada Lattughelle riapre il fronte sulla faida sanguinosa di ‘ndrangheta nel territorio della Sibaritide. Damiano Pepe detto “Tripolino” è considerato «partecipe del locale di ‘ndrangheta di Corigliano» e «promotore della cosca degli Zingari nell’area coriglianese alle dipendenze di Santo Carelli, sia sull’area cassanese, dove, alleatosi con gli Abbruzzese, «ha promosso la nascita dell’omonimo gruppo, portando avanti la storica contrapposizione con i Forastefano». La figlia di Damiano, Finizia Pepe, era invece finita in una inchiesta della Dda di Catanzaro nel 2005 considerata dall’accusa «autrice e partecipe delle condotte nel tempo contestate al clan». La donna è compagna e convivente di Nicola Abbruzzese meglio conosciuto come “Semiasse”. (f.benincasa@corrierecal.it)

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