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Il "cuore" di Emergency per i migranti

REGGIO CALABRIA È stato firmato questa mattina un protocollo d’intesa tra l’Asp di Reggio ed Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata e diretta da Gino Strada. In realtà si tratta dell’uffici…

Pubblicato il: 01/02/2012 – 13:43
Il "cuore" di Emergency per i migranti

REGGIO CALABRIA È stato firmato questa mattina un protocollo d’intesa tra l’Asp di Reggio ed Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata e diretta da Gino Strada. In realtà si tratta dell’ufficializzazione di un rapporto iniziato lo scorso dicembre, quando il polibus della Ong ha iniziato a fornire prestazioni sanitarie a tutti i migranti della Piana di Gioia Tauro. L’obiettivo è dare assistenza a tutte quelle persone che non hanno diritto alle cure mediche essenziali. Oltre che a Rosarno, l’ambulatorio mobile è attivo anche a Taurianova, Rizziconi e San Ferdinando. Sono questi i paesi maggiormente interessati dal fenomeno migratorio, che si intensifica soprattutto nel periodo della raccolta delle arance. Da molto tempo ormai i produttori locali si affidano a una manodopera a basso costo, garantita da lavoratori – spesso clandestini – per lo più di provenienza africana. Persone in molti casi costrette a vivere in condizioni di precarietà e indigenza. Una situazione drammatica che ha portato, nel gennaio 2010, a una rivolta che ha messo a soqquadro le strade della Piana. «È un piacere e un onore firmare questo protocollo – ha detto Rosanna Squillacioti, direttore generale dell’Asp reggina –. Con questo documento ci impegnamo a dare assistenza sanitaria a tutte le persone che vivono situazioni di disagio in quei territori». Durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Tibi, la Squillacioti ha anche fatto il punto degli interventi messi in atto negli ultimi tempi nella provincia reggina: «Stiamo dando buone risposte anche per i cosiddetti “ospedali chiusi”, come quelli di Scilla, Siderno e Taurianova, che si stanno via via riempiendo di contenuti. Per Scilla, in particolare, abbiamo un progetto già finanziato per la dialisi, per impedire che i nostri malati continuino ad andare a Messina per ricevere cure che ci costano un milione e 800mila euro all’anno. Stiamo mettendo in atto una politica del risparmio senza però scherzare sulla salute delle persone. Infine ci sforzeremo di informare maggiormente i cittadini sui servizi presenti nel territorio». Soddisfatto del nuovo accordo con Emergency anche Franco Sarica, componente dello staff dirigenziale dell’Asp: «La sanità non ha colore. Con questo protocollo si potranno finalmente assistere tutti quei migranti che vivono lontani da casa». Con questo nuovo progetto, l’organizzazione umanitaria rafforza il proposito – espresso più volte da Gino Strada – di operare attivamente nelle realtà italiane più disagiate dal punto di vista sanitario. Tra queste, non poteva mancare la Calabria, regione sottoposta a un piano di rientro che in molte realtà ha ridotto i servizi minimi garantiti. «La nostra idea – dice Pietro Parrino, coordinatore dell’ufficio umanitario dell’Ong – è di lavorare in collaborazione con i servizi attivi nel territorio. C’è la necessità di rendersi disponibili nei confronti non solo dei migranti, ma di tutti quei soggetti che, per vari motivi, non possono accedere alle cure essenziali. Il polibus darà una prima risposta che permetterà di alleggerire il lavoro delle strutture locali. L’Asp sarà presente invece per tutte le patologie più complesse». Oltre al supporto sanitario e amministrativo, Emergency procederà a una raccolta dati che possa consentire di avere un quadro chiaro sui migranti che vivono ai margini del sistema sanitario e sociale. Dal 7 dicembre a oggi, lo staff del polibus ha già visitato 460 pazienti e fornito circa 560 prestazioni mediche. Il protocollo resterà in vigore fino ad aprile. Un impegno che però si basa anche sull’aiuto della popolazione: «Il nostro lavoro – continua Parrino – deve integrarsi con i volontari del posto. Da questo punto di vista, finora la risposta è stata ottima». Ma il rapporto tra Emergency e la Calabria non finisce qui. È infatti in fase di studio la creazione di un poliambulatorio permanente a Rosarno, in collaborazione con don Pino De Masi, vicario generale per la diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro. Da Scilla poi, qualche settimana fa, è stata lanciata una proposta di collaborazione con Emergency al fine di salvare l’ospedale “Scillesi d’America”. Un`idea che Gino Strada e i suoi operatori stanno prendendo seriamente in considerazione.

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