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Scilla scende in piazza contro la ricoversione dell`ospedale

SCILLA Un lungo corteo e una grande manifestazione di piazza, con i politici nell’inedito ruolo di ascoltatori delle istanze della gente. È in questo modo che le associazioni e i movimenti civili d…

Pubblicato il: 18/03/2012 – 21:38
Scilla scende in piazza contro la ricoversione dell`ospedale

SCILLA Un lungo corteo e una grande manifestazione di piazza, con i politici nell’inedito ruolo di ascoltatori delle istanze della gente. È in questo modo che le associazioni e i movimenti civili di Scilla hanno deciso di manifestare a favore dell’ospedale “Scillesi d’America”, la struttura che secondo i dettami del Piano di rientro sanitario dovrebbe essere riconvertita entro il 31 marzo 2012. Dalla centralissima piazza San Rocco si è levato un coro unanime di dissenso verso una decisione che potrebbe determinare una emergenza sanitaria senza precedenti.
Secondo stime attendibili, il nosocomio scillese serve un’utenza di 55mila persone, svolgendo un fondamentale ruolo di assistenza sanitaria per i territori preaspromontani limitrofi e per molti paesi della Costa Viola. La riconversione in “casa della salute” dello “Scillesi”, così come previsto dal Piano, rischia di far collassare anche l’ospedale “Riuniti” di Reggio, già alle prese con una preoccupante situazione sanitaria, con i reparti di chirurgia sovraffollati, un pronto soccorso allo stremo e senza la disponibilità di un numero sufficiente di ambulanze. Nel corso della manifestazione, iniziata con un sit in pacifico davanti all’ospedale, sono stati tanti gli appelli ma anche le accuse all’indirizzo del commissario ad acta Peppe Scopelliti. Lo scorso 17 settembre, durante una conferenza stampa convocata nella struttura ospedaliera, il governatore aveva assicurato una riconversione in grado di far fronte alle richieste sanitarie che provenivano dal territorio. Gli slogan di questa sera, gli striscioni e la rabbia dipinta sul volto dei manifestanti dimostrano che le promesse di Scopelliti non sono state mantenute.
Gli scillesi – questo in sintesi il messaggio che nei prossimi giorni sarà recapitato al presidente della giunta regionale – non sono più disposti ad assistere al lento decadimento del nosocomio. Una struttura, lo ricordiamo, costruita negli anni 50 grazie al decisivo contributo economico degli emigrati scillesi in America. Per questo, è stato chiesto a gran voce il mantenimento della denominazione ospedaliera o, in alternativa, l’accorpamento al Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio.
Tra il pubblico, oltre al primo cittadino Pasquale Caratozzolo, i consiglieri regionali Luigi Fedele e Giuseppe Giordano, quelli provinciali Giuseppe Pirrotta e Gregorio Frosina, i sindaci di Bagnara e Sant’Eufemia Cesare Zappia e Vincenzo Saccà e il vicesindaco di Villa San Giovanni Antonello Messina. A loro è stato affidato il compito di farsi portavoce delle istanze e dei bisogni sanitari di Scilla, nel tentativo di scongiurare la morte dello “Scillesi”. L’eventuale fallimento – hanno assicurato i manifestanti – comporterà ripercussioni sul piano elettorale. Al termine del dibattito, sono state sventolate decine di tessere elettorali. I politici reggini sono avvisati.

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