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CALCIO INFETTO | Partite truccate, scarcerato Pellicori

CREMONA È stato scarcerato il calciatore Alessandro Pellicori, arrestato lo scorso 28 maggio nell`ambito dell`inchiesta cremonese sulle partite truccate. Per Pellicori è stato disposto l`obbligo di f…

Pubblicato il: 06/06/2012 – 15:31
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CREMONA È stato scarcerato il calciatore Alessandro Pellicori, arrestato lo scorso 28 maggio nell`ambito dell`inchiesta cremonese sulle partite truccate. Per Pellicori è stato disposto l`obbligo di firma.
Che l`attaccante classe 1981, con un passato nel Cosenza oltre che nel Torino e nei Queen’s Park Rangers, sia coinvolto nella vicenda del calcioscommesse si evince dai numerosi riferimenti che la Procura di Cremona fa nell’ordinanza di custodia cautelare che ha provocato l`ultimo terremoto nel mondo del calcio. Pellicori – secondo le accuse – avrebbe “aggiustato” tre partite quando giocava nel Mantova, nella stagione 2009-2010. E, l’anno successivo, avrebbe cercato di combinare con gli zingari l’incontro Siena-Torino, ricevendo però una risposta in senso negativo dalla banda, che riteneva troppo basso il margine di guadagno garantito dal pareggio “condito” da un over, cioè da un numero di reti superiore a tre.
Secondo le risultanze investigative, confortate anche dai riscontri delle autorità croate che indagavano sul conto degli “zingari”, venne certamente taroccata Brescia-Mantova del 2 aprile 2010.
Alla vigilia della gara, uno dei componenti della banda, Almir Gegic, comunicò a uno dei suoi sodali, Vinko Saka, che i giocatori del Mantova Gervasoni e Pellicori avevano accettato di truccare il risultato della partita. L’accordo però prevedeva 2 gol di scarto. Le Rondinelle invece vinsero solo di misura. Così il gruppo croato «ha preteso da Gervasoni il rispetto dell’impegno assunto e retribuito, in una partita successiva». Ad ogni modo, per l’accusa, i due giocatori corrotti avrebbero ottenuto per quell’incontro 60mila euro. Nessun problema, invece, per le gare successive. Come Cittadella-Mantova del 24 aprile dello stesso anno, quando la gara finì con un clamoroso 6-0 in favore dei veneti. Anche in quel match, Gervasoni e Pellicori erano regolarmente in campo. Un “capolavoro”, per gli zingari: azzeccare il risultato esatto, soprattutto quando il numero di gol è molto elevato, consente vincite di gran lunga superiori alla posta.
Ma al difensore e all’attaccante del Mantova andarono “solo” 15mila euro a testa, perché con il resto fu saldata la mancata vincita in Brescia-Mantova. In entrambe le gare c’era anche il coinvolgimento di un terzo calciatore, Riccardo Fissore, rimasto però in tribuna.
Il 23 marzo 2010, Pellicori scese in campo a Empoli. C’erano sia Gervasoni che Fissore, sul terreno di gioco del “Castellani”, nella gara che il Mantova perse per 4-0. Dopo quel match, dicono gli inquirenti sulla base dei riscontri investigativi, lo “zingaro” Gegic consegnò ai tre la somma di 90mila euro.
Secondo i magistrati, «gli elementi raccolti non lasciano alcun dubbio sulla circostanza che anche Pellicori si è stabilmente caratterizzato come garante del gruppo criminale, nei rispettivi ambiti sportivi, adoperandosi stabilmente per contribuire al conseguimento degli illeciti profitti da parte della compagine». Dalle indagini emerge che l’attaccante cosentino avrebbe contattato «compagni di squadra ed avversari al fine di esplorare la possibilità di raggiungere accordi illeciti sui quali far poi confluire le scommesse, interessando direttamente gli emissari del gruppo degli zingari».
Il calciatore di origine calabrese è accusato non solo di aver taroccato le singole partite, ma di essere stato organico all’organizzazione a delinquere smantellata. «In molti casi la ricorrenza di illeciti della stessa indole da parte del predetto giocatore, come visto in altri circostanze analoghe, rappresenta il sintomo più importante per documentare la sua appartenenza all’organizzazione, non potendosi più parlare di una mera condotta illecita di frode sportiva». Anzi, ha annotato la Procura di Cremona, «la reiterazione delle sue condotte – distribuite nel corso degli anni anche durante la sua militanza calcistica in diverse società professionistiche – rappresenta l’univoca espressione della sua stabile e mai occasionale adesione al programma dell’organizzazione di riferimento».

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