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Bilancio, assestamento fra le polemiche

Via libera del consiglio regionale alla manovra correttiva 2012 e a quella triennale 2012-2014 della Regione. L’assestamento di bilancio è stato approvato a maggioranza nel corso della seduta di og…

Pubblicato il: 26/06/2012 – 17:25
Bilancio, assestamento fra le polemiche

Via libera del consiglio regionale alla manovra correttiva 2012 e a quella triennale 2012-2014 della Regione. L’assestamento di bilancio è stato approvato a maggioranza nel corso della seduta di oggi. Il provvedimento vale complessivamente 462,3 milioni di euro, ma può contare solo su 19,3 milioni di risorse liberate. Una parte discrezionale dei fondi ritenuta troppo esigua dalle forze di opposizione, che non hanno risparmiato aspre critiche nei confronti della maggioranza di centrodestra. Polemiche che il governatore Peppe Scopelliti ha cercato di smorzare, ricordando che in questo momento «non ci sono soldi, è una cosa diversa rispetto a quando c’erano e sono stati spesi male». Secondo il presidente della giunta regionale, i 19 milioni di euro messi in campo rappresentano comunque «un grande sforzo a favore dei servizi socio-assistenziali, dei precari e dei trasporti. Scelte che hanno accolto anche il messaggio della Cei sulle politiche sociali». Per Scopelliti, nuove risorse potranno essere liberate a breve grazie ai risparmi ottenuti in campo sanitario. «Abbiamo ereditato un disavanzo di 259 milioni di euro – ha detto il governatore -. Nei prossimi giorni ufficializzeremo un taglio del debito di 130 milioni. Significa che se il Tavolo Massicci ci autorizzerà, potremo avere 25-30 milioni da spendere per trasporti, agricoltura, precariato, servizi socio-sanitari e socio-assistenziali. È la nostra aspirazione, non dico che riusciremo a farlo». Scopelliti ha anche annunciato una nuova stagione di riforme, «al fine di tagliare le spese e rendere più produttivo il sistema Calabria. Se eliminiamo gli sperperi possiamo garantire i servizi». ?La giunta regionale ha deciso di destinare parte delle quote liberate per far fronte alle necessità del settore dei trasporti (6,175 milioni di euro), a quelle legate alla copertura di alcune mensilità del precariato (4,25), alle obbligazioni assunte per le rette socio-sanitarie (3,2), al finanziamento di Arcea (0,7), all’incremento delle risorse per la protezione civile (0,4) e a nuove autorizzazioni di spesa (1,2). La restante parte sarà impiegata per corrispondere ad alcune esigenze di carattere obbligatorio. La manovra tiene conto di 397 milioni che riguardano la riallocazione obbligatoria di fondi vincolati (Por, Sanità e altri fondi statali), 46 milioni di euro circa, la riallocazione di economie riaccertate su fondi vincolati.
Soddisfatto l’assessore al Bilancio Giacomo Mancini, che ha spiegato i principi guida che hanno ispirato il nuovo documento contabile. «Siamo partiti – ha detto – dall’applicazione della regola che nessuna nuova spesa può essere prevista senza previa verifica dell’entrata corrispettiva. Il nostro obiettivo è di continuare il risanamento dei conti regionali che ci porterà al pareggio di bilancio nel 2014». Secondo l’assessore regionale, la manovra correttiva è sufficiente a risolvere molte emergenze della regione. «Le abbiamo aggredite – ha spiegato – dirottando il 60% dei 19 milioni previsti per le politiche sociali. Il resto è stato stanziato per trasporti, protezione civile e ambiente. Siamo consapevoli della necessità di guadagnare nuove risorse. Per questo abbiamo varato una norma che punta a sconfiggere l’evasione fiscale e che ci permetterà di recuperare risorse fin dal mese di settembre». L’assessore al Bilancio ha affrontato anche la questione lavoro: «Entro la fine dell’anno, con una nuova variazione di bilancio a settembre, si potranno chiudere le emergenze occupazionali». Mancini ha però riservato parole dure nei confronti dei vincoli imposti dal patto di stabilità, invitando anche le forze di minoranza a unirsi contro quella che ha definito «una camicia di forza». «Ogni nostro sforzo per reperire nuove risorse – ha detto – rischia di essere vano se dovesse perdurare questo tipo di legislazione. Ci troviamo in un contesto in cui la Calabria, pur avendo in cassa risorse importanti, non è in grado di spenderle».

LE REAZIONI Dura la reazione del Pd. Per il capogruppo Sandro Principe, la manovra correttiva dimostra «l’inadeguatezza della maggioranza riguardo problemi come stabilizzazione dei lavoratori, sistema del trasporto pubblico locale, forestazione, disabilità e disoccupazione». Ipotizza scenari preoccupanti anche il consigliere Nino De Gaetano, secondo il quale «non prevedere il pagamento degli stipendi dei forestali e dei lavoratori lsu/lpu è un delitto, in regione potranno esserci forti proteste». Non usa mezzi termini il capogruppo di Progetto democratico, Vincenzo Ciconte, che giudica i 19 milioni di risorse liberate «una somma modestissima. La drammaticità della situazione richiederebbe un maggior impegno, invece finora abbiamo assistito solo a iniziative propagandistiche». Caustico anche Giuseppe Giordano (Idv), secondo cui con il nuovo provvedimento il governo regionale dimostra la sua incapacità di «aggredire gli sprechi e di avviare le riforme, in una Calabria che sta boccheggiando. È un assestamento fallimentare varato da una giunta che non è in grado di affrontare i nodi di questa regione».

RENDICONTO 2011 Disco verde anche al rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2011. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario di tutte le forze di opposizione.

NUOVA PROROGA PER ARSSA E AFOR Nuova proroga per la liquidazione definitiva di Arssa e Afor. Nel corso della seduta odierna, il consiglio regionale, dopo aver approvato l’ordine del giorno presentato dal capogruppo Udc Alfonso Dattolo, ha deciso di posticipare la dismissione dei due enti strumentali al 31 dicembre 2012. Il termine, già prorogato, era stato precedentemente fissato al 30 giugno. Il provvedimento è passato a maggioranza, con il voto contrario dei gruppi di opposizione e l’astensione dei consiglieri Ferdinando Aiello, Peppe Bova e Nicola Adamo. L’assessore all’Agricoltura, Michele Trematerra, ha annunciato la presentazione di un progetto di riforma di Arssa e Afor in occasione della seduta consiliare del prossimo 3 agosto, interamente dedicata ai due organismi sub-regionali. «Su questo problema ho intenzione di metterci la faccia, perché dobbiamo dare risposte ai calabresi», ha detto l’esponente dell’esecutivo regionale al termine del suo intervento.

LA CENTRALE A CARBONE DI SALINE JONICHE L’Aula ha deciso di rinviare l’approvazione di due ordini del giorno (presentati rispettivamente dal consigliere Giovanni Nucera e da altri 19 esponenti dell’opposizione) che avrebbero impegnato il presidente Scopelliti e la giunta regionale a opporsi alla realizzazione della centrale a carbone di Saline Joniche e a impugnare il decreto del governo Monti che stabilisce la compatibilità ambientale e autorizza il progetto definitivo. Al termine della discussione, quando si era sul punto di dare il via libera ai due documenti, i banchi della maggioranza sono rimasti vuoti, obbligando il capogruppo Pdl Giampaolo Chiappetta a chiedere il rinvio dei provvedimenti in questione alla prossima seduta del parlamentino calabrese, in programma per il 16 luglio.

COMPLETAMENTO A3 Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sul completamento definitivo dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio. Il documento, di cui il primo firmatario è il consigliere regionale Carlo Guccione (Pd), impegna il governatore a mettere in atto «una iniziativa istituzionale urgente, forte ed energica, capace di indurre il governo nazionale e il presidente del Consiglio Monti a reperire immediatamente i circa 3 miliardi di euro mancanti, necessari a scrivere finalmente la parola “fine” al completamento dei lavori della Salerno-Reggio, prioritaria a qualsiasi altra infrastruttura, compreso il ponte sullo Stretto».
Per tutta la durata del consiglio regionale, infine, gli operatori dei gruppi appartamento operativi nel settore sociale hanno dato vita ad una protesta per lo stato di crisi in cui versano le strutture.

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