«Graviano sia sentito su Berlusconi e Dell’Utri»
Lo ha chiesto il suo legale al gip di Caltanissetta
Il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano ha chiesto di essere ascoltato dal gip di Caltanissetta Santi Bologna e dal procuratore Salvatore De Luca, nell’ambito del procedimento sulle stragi del 1992, per riferire sui rapporti che avrebbe avuto con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Lo ha fatto inviando una lettera, tramite il suo legale, l’avvocato Antonio Sanvito, che conferma la circostanza. La decisione nasce dopo la richiesta avanzata dalla procura al gip di procedere all’archiviazione della posizione di Marcello Dell’Utri, indagato per concorso nelle stragi del 92. Nello stesso procedimento era indagato anche Berlusconi, la cui posizione dopo la sua morte, è stata archiviata.
Le dichiarazioni
Una richiesta che, spiega il legale, «non deve essere letta, né interpretata, come un messaggio occulto, criptato o subliminale che Giuseppe Graviano intende veicolare verso l’esterno attraverso i canali giudiziari. E’ esattamente il contrario: si tratta di ribadire, nelle sedi competenti e con la trasparenza che questa vicenda impone, quanto Graviano ha già dichiarato pubblicamente, a verbale, dinanzi alla Corte di Assise di Reggio Calabria. Nulla di nuovo, dunque. Nessun messaggio in codice. Solo la reiterazione, nelle forme istituzionali appropriate, di dichiarazioni già rese e già agli atti». Graviano nel corso del suo esame dinanzi alla Corte d’Assise di Reggio Calabria, nelle udienze del 23 gennaio, 7 e 14 febbraio 2020, nel procedimento penale cosiddetto “‘Ndrangheta stragista”, ha reso dichiarazioni pubbliche «su argomenti di indubbio rilievo – prosegue il legale nella lettera – rispetto ai temi che il procedimento di Caltanissetta pone. Graviano ha dichiarato che il nonno materno, Filippo Quartararo, grosso commerciante di ortofrutta a Palermo, era stato invitato da persone della zona di Malaspina a investire dei soldi al nord Italia, nel settore edilizio, nei primi anni Settanta. Quartararo aveva raccolto il capitale necessario coinvolgendo altri soggetti e aveva consegnato complessivamente venti miliardi di lire, a fronte dei quali era stato pattuito il riconoscimento del 20% di quanto l’imprenditore destinatario avrebbe realizzato da quel momento in poi. Tale accordo era documentato a dire di Graviano in una scrittura privata recante i nomi di tutti i soggetti coinvolti con le rispettive quote».
«Alcuni aspetti non sono stati approfonditi»
Quartararo informò Giuseppe Graviano e il cugino Salvatore Graviano di questa situazione, chiedendo loro di portarla avanti. Richiesta che entrambi accolsero. Graviano «ha anche dichiarato di aver incontrato personalmente Silvio Berlusconi in più occasioni». Nel 2009, quando Giuseppe Graviano fu chiamato a testimoniare al processo a carico di Marcello Dell’Utri a Palermo, si avvalse della facoltà di non rispondere, precisando nell’esame dinanzi alla Corte di Assise di Reggio Calabria di aver ritenuto già in quella sede di avere elementi rilevanti da esporre e di volere attendere un confronto processuale con Spatuzza come sede appropriata per farlo. Secondo il legale, vi sono aspetti che, nel corso dell’esame dinanzi alla Corte d’Assise di Reggio Calabria, «non sono stati approfonditi, ma potrebbero risultare di rilievo per il procedimento di Caltanissetta».
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