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Omicidio Fortuna, una telecamera ha filmato i killer

Potrebbe avere già un nome uno dei due killer che ieri pomeriggio a Vibo Marina hanno ucciso con 5 colpi di pistola Davide Fortuna. Una telecamera di videosorveglianza avrebbe registrato elementi uti…

Pubblicato il: 07/07/2012 – 12:51
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Omicidio Fortuna, una telecamera ha filmato i killer

Potrebbe avere già un nome uno dei due killer che ieri pomeriggio a Vibo Marina hanno ucciso con 5 colpi di pistola Davide Fortuna. Una telecamera di videosorveglianza avrebbe registrato elementi utili alle indagini condotte dalla Mobile con il coordinamento del sostituto procuratore Santi Cutroneo. L`uomo che guidava lo scooter utilizzato per l`agguato aveva il volto scoperto e questo potrebbe portare a una facile identificazione dei due soggetti che si sono allontanati dalla spiaggia di Pennello a bordo di uno scooter trovato bruciato poco distante dal luogo del delitto.
Visto il contesto in cui è maturato l`omicidio di Davide Fortuna, visti i suoi precedenti per droga e, soprattutto, le sue frequentazioni, nel gergo investigativo il giovane di 31 anni ucciso ieri pomeriggio a Vibo Marina era certamente un soggetto borderline, in ascesa nel panorama criminale vibonese, che gestiva alcuni esercizi commerciali a Bologna senza mai perdere i contatti con quello che era il suo ambiente d`origine, conteso tra le cosche di Stefanaconi e Piscopio.
Probabilmente per questo Fortuna ha pagato con la vita. E ha pagato in un modo barbaro venendo ucciso davanti alla moglie e ai figli. La famiglia era in spiaggia per trascorrere qualche ora al mare. Neanche davanti ai bambini, il killer ha desistito. La sentenza di morte doveva essere eseguita perché così è stato deciso da chi muove i fili della guerra tra le famiglie mafiose del vibonese.  
A queste latitudini, la faida è un qualcosa che va oltre. Che non si può fermare, che spesso costringe anche le forze dell`ordine a non poter far altro che la conta dei morti.
Gli investigatori lo descrivono come un personaggio pericoloso che, negli ultimi anni, si era ritagliato il suo spazio nell`universo `ndranghetistisco vibonese, nell`ambito del quale Fortuna non veniva ritenuto certamente un boss. Piuttosto uno che, con arroganza, si faceva rispettare tra i “soldati” della famiglia mafiosa di Piscopio.
Ed è stata forse la convinzione di essere diventato, a 31 anni, qualcosa di più di una giovane “leva” che lo ha spinto ad andare in spiaggia senza preoccuparsi di cadere in un agguato, a pochi mesi dall`attentato in cui fu ucciso Francesco Scrugli e ferito Rosario Battaglia. Quest`ultimo è il cugino di Fortuna. Proprio a casa sua, quella sera, Scrugli e Battaglia si stavano recando assieme a Raffaele Moscato che rimase ferito nell`attentato di marzo.
Per gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Santi Cutroneo, l`omicidio Scrugli sarebbe stata la risposta all`uccisione del boss Nato Patania, avvenuta nel settembre scorso, due giorni dopo il delitto di Michele Mario Fiorillo, cugino anche lui di Davide Fortuna.
La faida è la faida. I killer che hanno agito in spiaggia ieri pomeriggio hanno avuto dalla loro non solo l`effetto sorpresa. Ma anche l`omertà di chi ha visto il sicario scendere dalla moto, avvicinarsi alla vittima senza togliersi il casco, sparare con freddezza e allontanarsi con la pistola in mano.
Davide Fortuna è stato ucciso mentre si trovava sotto l`ombrellone con i figli e la moglie. Aveva appena fatto un bagno. I colpi di pistola sono stati esplosi a pochi metri da chi si trovava in spiaggia per trascorrere qualche ora di relax. Nessuno ha visto niente. Nessuno si è accorto che è stato ammazzato un uomo se non dopo che i sicari si sono allontanati dalla spiaggia di Pennello. «Siamo in Calabria» è l`unico commento degli inquirenti davanti al silenzio dei testimoni.

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