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Con il maestro Muti l`unica “banda” che vogliamo

REGGIO CALABRIA «In Calabria si diffonde il “miracolo Muti”. Non c’è paese in provincia di Reggio, dai più sperduti fino a Locri e Rosarno, che non abbia ricostituito la banda musicale». Lo dice al…

Pubblicato il: 15/07/2012 – 17:36
Con il maestro Muti l`unica “banda” che vogliamo

REGGIO CALABRIA «In Calabria si diffonde il “miracolo Muti”. Non c’è paese in provincia di Reggio, dai più sperduti fino a Locri e Rosarno, che non abbia ricostituito la banda musicale». Lo dice all’Adnkronos Edoardo Lamberti-Castronuovo, assessore alla Cultura e alla legalità della provincia di Reggio Calabria, presentando l’evento “Grazie Muti”, che si terrà il 31 luglio, con inizio alle 21,30, nella Piazza d’Armi della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria.
«Il maestro Riccardo Muti – spiega l`assessore – dirigerà più di mille ragazzi provenienti da tutta la regione, in tre sinfonie dal Nabucco, dalla Norma e dalla Forza del Destino. La più piccola musicista ha 8 anni, il più grande 23». Al di là dell’evento musicale, però, la serata, con la presenza sul podio del direttore d’orchestra, avrà un sapore particolare.
«Rappresenta il connubio tra arte, musica e legalità – rimarca Lamberti-Castronuovo – dalla Calabria parte un messaggio di “bande”, stavolta non armate. Hanno strumenti di pace. E oltre ogni problema raccontano un messaggio di speranza e legalità che viene dalla nostra terra, e corre sulle note della gioventù».
Il rapporto con Muti, del resto, è consolidato. «Il maestro – racconta l’assessore – venne nel 2006 a Reggio. In quell’occasione, gli feci conoscere il bergamotto. Fu amore a prima vista. Da allora non sale sul podio se non ha 4 gocce di bergamotto. Gli parlai anche di bambini di Delianuova, un paese dell’Aspromonte, che hanno formato una banda musicale. Gli chiesi di ascoltarli e Muti fece un’audizione ai ragazzi. Ricordo che si girò verso di me e disse: “Questi sono musicisti veri”. Di quell’incontro parlò poi con i media di tutto il mondo. E ultimamente ha scritto che la musica non solo forma, ma salva».
Il filo rosso che cuce gli spartiti del grande musicista con i giovani talenti, non si è mai spezzato. «Muti – sottolinea ancora Lamberti-Castronuovo – vuole essere informato di tutto ciò che fanno. Mi telefonò da Tel Aviv, assicurando che avrebbe fatto loro aprire il Ravenna Festival, con l’omaggio alle Bande d’Italia, il 14 giugno del 2008. Una storia di bella musica che continua», conclude l’assessore alla Cultura e alla legalità della provincia di Reggio Calabria.
«È un messaggio di legalità, un segno concreto», dice all’Adnkronos il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Mentre per Nuccio Ordine, ordinario di Letteratura italiana all’Università della Calabria e studioso noto per la promozione dei classici italiani nel mondo, «queste iniziative lodevoli che invitano i giovani ad aprirsi alla musica e alla cultura, costituiscono una fiammella accesa della speranza. La ‘ndrangheta non si batte con gli eserciti ma educando i giovani alla legalità e al sapere».

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