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Rischio idrogeologico, il bando non piace agli ingegneri

Prescrizioni non conformi al vigente quadro legislativo, oltre che alle linee guida stabilite dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Queste le motivazioni che hanno spinto la Federa…

Pubblicato il: 30/07/2012 – 20:31
Rischio idrogeologico, il bando non piace agli ingegneri

Prescrizioni non conformi al vigente quadro legislativo, oltre che alle linee guida stabilite dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Queste le motivazioni che hanno spinto la Federazione regionale degli ordini degli ingegneri calabresi a contestare il bando emesso dal commissario straordinario delegato “per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria”.  In una lettera indirizzata allo stesso Commissario e per conoscenza all`Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e alla Stazione unica appaltante, il presidente della Federazione, Francis Cirianni ha chiesto la rettifica dell`avviso pubblico per la costituzione di un elenco di professionisti, cui affidare incarichi esterni nell`ambito degli interventi per mitigare i rischi idrogeologici in Calabria. «Il bando – scrive nella missiva Cirianni – contravviene all’art. 1, comma 2, del Decreto legge n. 95/2012, stabilendo, senza alcuna motivazione, criteri che fissano limiti di accesso alla procedura di affidamento sulla base del fatturato. Va, peraltro, evidenziato, che limitazioni non adeguatamente ed oggettivamente motivate stridono con il principio, sottolineato dalla normativa nazionale e comunitaria di assicurare la massima concorrenza nell’espletamento delle procedure di affidamento». Inoltre, secondo il rappresentante degli ingegneri calabresi, quel bando non sarebbe corrispondente ai criteri di esperienza maturata  «stabilendo invece, ed in modo tassativo, la valutazione dei soli servizi di cui è avvenuta la relativa fatturazione negli ultimi tre anni (e non negli ultimi cinque o dieci anni)». Una richiesta che, per Cirianni, sarebbe contraria sia al  D.P.R. 5.10.2010 n. 207 sia al regolamento in materia. Da qui la richiesta di rettifica del bando «al fine di eliminare  le difformità a norma sopra specificate».

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