Ultimo aggiornamento alle 14:45
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

ARSSA/AFOR | Slitta la riforma

L’assalto alle riforme del centrodestra si conclude con una sonora ritirata. La riorganizzazione di Arssa e Afor, dopo settimane di annunci roboanti e proclami risoluti, è stata infatti rinviata a …

Pubblicato il: 03/08/2012 – 17:54
ARSSA/AFOR | Slitta la riforma

L’assalto alle riforme del centrodestra si conclude con una sonora ritirata. La riorganizzazione di Arssa e Afor, dopo settimane di annunci roboanti e proclami risoluti, è stata infatti rinviata a data da destinarsi. La maggioranza in consiglio regionale non è insomma riuscita a piegare le resistenze delle opposizioni, per una volta compatte nel ribadire la propria contrarietà al testo di riforma dei due enti strumentali della Regione, che poteva essere approvato solo con il voto favorevole dei 2/3 dell’Aula. Ai 30 consiglieri di maggioranza dovevano quindi aggiungersi almeno altri tre rappresentanti della minoranza. Ma, dopo la riunione-fiume dei capigruppo che ha anticipato i lavori dell’assemblea, l’opposizione ha mantenuto la barra dritta, costringendo il centrodestra a fare dietrofront, malgrado la ferma decisione dei giorni scorsi di varare a ogni costo una riforma oltremodo contestata, anche e soprattutto dalle sigle sindacali di categoria.
La mancata intesa sulla forma da dare ai due enti sub-regionali ha però prodotto un documento – ampiamente condiviso in Consiglio – con il quale si è deciso il rinvio della riforma a partire da alcuni “paletti”. Nel testo approvato – oltre a ribadire l’ineludibile «necessità di realizzare una radicale riforma degli enti sub-regionali, a partire da quelli già posti in liquidazione» -, si ricorda come la proposta di legge riguardante l’Arssa «ha incontrato un largo consenso sulla sua qualificazione giuridica»; che la riforma dell’Afor «richiede un ulteriore confronto, a partire dalle parti sociali, senza porre pregiudiziali rispetto alla qualificazione giuridica, con l’obiettivo di garantire comunque i livelli occupazionali»;  che è necessario inoltre «ricercare un ampio consenso sui modelli organizzativi dei settori oggi di competenza di detti enti». Il provvedimento finale mira infine a «proseguire un confronto virtuoso nelle sedi istituzionali competenti, per pervenire a una efficace e complessiva riforma degli enti, in coerenza con il processo legislativo in corso di definizione in seno al Parlamento».

I VOTI CONTRARI Il documento, approvato a maggioranza, ha incontrato solo l’opposizione dei gruppi di Italia dei valori e Progetto democratico che, pur favorevoli al rinvio del provvedimento di riforma, hanno espresso riserve soprattutto sulla futura natura giuridica degli enti strumentali, sottolineando la necessità di mantenere il carattere pubblico dei due enti strumentali.

L’INTERVENTO DEL GOVERNATORE È stato il presidente Peppe Scopelliti a tracciare la linea che orienterà la discussione in programma da qui ai prossimi mesi. Il governatore ha mostrato di apprezzare la volontà di pervenire a un’ampia intesa da parte della minoranza, ma ha comunque avvertito che «la natura giuridica proposta non è negoziabile». In sostanza Scopelliti ha ribadito che sulla composizione dei due organismi quali enti pubblici di natura economica non ci sono margini di discussione. Sarebbe questa la base per «costruire un percorso che oggi è stato sottoscritto dalla maggior parte dei capigruppo. La riforma si farà da qui ai prossimi mesi, riallacciando i rapporti con il mondo sindacale» e mostrando «un segno di grande considerazione verso i lavoratori, per costruire una prospettiva seria e qualificante». «Questo – ha spiegato ancora il governatore – è uno dei temi più scottanti della regione, soprattutto quello della forestazione, che è sempre stato terreno di conforto elettorale per taluni, ma mai produttivo per il territorio. Vogliamo mettere ordine in questi comparti, seguendo il nostro senso di responsabilità. Le riforme in Calabria non sono un optional, ma indispensabili perché da qui, a partire dalla riforma di Arssa e Afor, è possibile creare una regione più efficiente, meno clientelare e in grado di dare risposte alla collettività».

L’IRA DI PRINCIPE C’è spazio anche per una piccola polemica. Al termine dell’intervento di Scopelliti, il capogruppo Pd, Sandro Principe, ha accusato il governatore di aver «travisato il testo» che sarebbe stato approvato da lì a poco dall’Aula. A scatenare l’ira dell’ex sindaco di Rende ci sarebbe l’affermazione circa la non negoziabilità della natura giuridica dei due enti. Puntualizzazione che, secondo Principe, non avrebbe trovato rappresentazione nel documento di rinvio, votato anche dai rappresentanti democrat a Palazzo Campanella.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb