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Il Consiglio "silura" il suo capo ufficio stampa

REGGIO CALABRIA Franco Talarico silura il capo ufficio stampa del consiglio regionale, Gianfranco Manfredi. L’ufficio di presidenza del parlamentino calabrese ha infatti deciso di affidare l’incarico…

Pubblicato il: 08/08/2012 – 12:13
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Il Consiglio "silura" il suo capo ufficio stampa

REGGIO CALABRIA Franco Talarico silura il capo ufficio stampa del consiglio regionale, Gianfranco Manfredi. L’ufficio di presidenza del parlamentino calabrese ha infatti deciso di affidare l’incarico a Romano Pitaro, già vice di Manfredi e direttore del nuovo magazine del Consiglio “Calabria on web”. La decisione è stata presa ieri pomeriggio. Da quel che trapela, sembra che l`ormai ex capo ufficio stampa abbia intenzione di adire alle vie legali contro una decisione che giudica illegittima. Di certo, la notizia della sostituzione di Manfredi era nell`aria da tempo. Secondo alcuni, tra i motivi che hanno determinato la sua defenestrazione ci sarebbero vecchie ruggini proprio con il presidente Talarico.
L`avvicendamento avviene comunque nel segno della continuità. Manfredi e Pitaro, infatti, negli anni sono riusciti a consolidare un forte legame professionale ma soprattutto umano.
Non è la prima decisione dell`Ufficio di presidenza che “ridimensiona” il ruolo del(l`ex) capo dell`ufficio stampa. Una precedente determina aveva fatto infuriare Manfredi, che aveva deciso di impugnarla. Si tratta della nomina di direttore responsabile della rivista “Calabria”, decisa il 19 marzo 2012. In quel caso, si era trattato di una doppia revoca. Manfredi non era più direttore di “Calabria” né condirettore dell`agenzia settimanale “Calabria informa”. E per questo si era rivolto all`avvocato Massimo Cundari. Lo scopo era quello di arrivare all`annullamento dell`atto che lo aveva esautorato. Per dirimere la controversia si andrà davanti al Tar di Reggio Calabria. E il consiglio regionale sarà difeso da un avvocato che, in passato, è stato anche sindaco (per il centrodestra) di Lamezia Terme: Pasquale Scaramuzzino. Lo scontro (legale e no) continua.

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