Il giudice Giusti tenta il suicidio in carcere
Il giudice Giancarlo Giusti, che ha tentato il suicidio nel carcere milanese di Opera, è ricoverato in prognosi riservata ma le sue condizioni sarebbero sotto controllo. Il magistrato è stato condann…

Il giudice Giancarlo Giusti, che ha tentato il suicidio nel carcere milanese di Opera, è ricoverato in prognosi riservata ma le sue condizioni sarebbero sotto controllo. Il magistrato è stato condannato a 4 anni di reclusione per corruzione aggravata dalle finalità mafiose nell’ambito del processo stralcio “Infinito 2” che si è celebrato nel capoluogo lombardo. Giusti ha provato a impiccarsi con un cordino che reggeva i pantaloni. È stato l`intervento della polizia penitenziaria a evitare che il suo insano gesto si trasformasse in tragedia. Il magistrato è ora ricoverato all`ospedale San Paolo, sotto sedativi.
Le prime notizie diffuse nella serata di venerdì erano frammentarie e concitate. I lanci di agenzia, scaturiti da una dichiarazione di Eugenio Sarno, segretario generale della Uil penitenziari, riferivano dell’avvenuto suicidio di Vincenzo Giglio, l’altro magistrato reggino detenuto nel carcere lombardo e arrestato nella stessa operazione. Per oltre un’ora e mezza, nelle redazioni di tutti gli organi di stampa nazionali e locali, si sono susseguite notizie, smentite, precisazioni. A correggere il tiro e spiegare che il magistrato protagonista dell’episodio non era Giglio, ma Giusti, è stato il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Poi, alle 21.07, lo stesso Sarno ha affidato alle agenzie un comunicato di rettifica e di scuse in cui ha ricostruito la vicenda. «Dopo la concitazione delle prime fasi – ha affermato il sindacalista – dobbiamo smentire la notizia ricevuta e da noi diffusa circa il suicidio di Vincenzo Giglio. Parrebbe trattarsi di un certo Giusti, detenuto nella stessa sezione di Giglio, che ha tentato di suicidarsi ed è stato salvato dagli agenti di sorveglianza che lo hanno trasportato al “San Paolo”, dove al reparto Rianimazione è stato letteralmente strappato alla morte. Mi assumo per intero le mie responsabilità e chiedo scusa, pur consapevole della gravità dell’accaduto, alla famiglia del giudice, all’Amministrazione penitenziaria ed ai giornalisti che ho indotto in errore, avendo diramato una notizia errata che pure avevo assunto da fonti molto più che credibili. Ma questo non sminuisce il tutto».
Giusti, giovedì 27 settembre, era stato giudicato responsabile dei reati a lui ascritti. A condannarlo a quattro anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici è stato il gup di Milano nel corso del procedimento che si è celebrato con rito abbreviato e che ha rappresentato il primo sviluppo processuale del fascicolo “Infinito 2”, condotto dal procuratore aggiunto della Dda milanese, Ilda Boccassini. Nell’ambito di quell’inchiesta, il 30 novembre 2011, assieme a Giusti erano finiti in carcere, tra gli altri, proprio il giudice Vincenzo Giglio e il consigliere regionale Franco Morelli. Secondo i magistrati di Milano, Giusti si sarebbe lasciato corrompere in cambio di una serie di benefit tra cui diversi viaggi, soggiorni in hotel di lusso e serate in compagnia di escort. All`indomani della condanna, il tentativo di farla finita.