Clan e logge uniti per gli appalti
CATANZARO Alleanze tra clan della `ndrangheta e logge massoniche per mettere le mani sugli appalti pubblici in mezza Italia. Ruota attorno a questa ipotesi l`inchiesta del sostituto procuratore della…

CATANZARO Alleanze tra clan della `ndrangheta e logge massoniche per mettere le mani sugli appalti pubblici in mezza Italia. Ruota attorno a questa ipotesi l`inchiesta del sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni che questa mattina ha disposto una serie di perquisizioni tra Roma e Milano. Proprio il capoluogo lombardo sarebbe il centro nevralgico dell`associazione svelata dalle indagini di carabinieri e guardia di finanza. Questa mattina, infatti, gli inquirenti hanno bussato alle porte di cinque società con sede a Milano e nel suo hinterland: la O&S Costruzioni srl; l`Istituto finanziario energia srl; la Effegi Costruzioni srl, il Gruppo Nobis e la Gec srl (queste ultime tre hanno sede in uno stesso stabile ubicato a Corbetta). Aziende riconducibili alla cosca Tripodi – Mantino di Porto Salvo, cellula del clan Mancuso, e attraverso le quali «persegue l`accaparramento di appalti pubblici e privati». Restano, almeno per il momento, coperte da omissis le società che la `ndrina controllerebbe nel territorio vibonese. Ma al centro dell`impero economico dei Tripodi ci sarebbe la Edil Sud, con sede a Roma. Devono rispondere di associazione per delinquere Nicola Tripodi, 64 anni, originario di Briatico ma residente ad Anguillara Sabazia (Roma) considerato il boss; la figlia Marika, amministratrice della società Edil Sud; Francesco Comerci, 37 anni, di Roma, amministratore della società ma ritenuto il prestanome dei Tripodi; Nunziato Grasso, 43 anni, di Messina consulente e commercialista della Edil Sud; Vincenzo De Maggio 70 anni di Messina, commercialista; Paolo Coraci 60 anni di Messina; Massimo Murano 39 anni di Busto Arsizio titolare delle società perquisite oggi; Orlando Tripodi 26 anni di Tropea ma residente a Roma figlio del boss Nicola. L`ultimo indagato Mario Festa, 60 anni, di Rovigo ma residente a Gaeta, è definito dagli investigatori il «procacciatore di affari». Sarebbe stato lui a organizzare «incontri tra membri della cosca e appartenenti alle Istituzioni». È proprio in quest`ambito che gli affari del clan vibonese incrociano quelli di alcune «logge massoniche operanti nella provincia di Vibo Valentia oltre che a Roma». Tra i “grembiulini” in contatto con i Tripodi ci sarebbe anche Angelo Fiaccabrino, ritenuto negli anni esponente di spicco di Cosa Nostra in Lombardia e poi finito in diverse inchieste per logge massoniche deviate. Fiaccabrino, inoltre, è noto anche per la sua attività politica che, negli anni, lo ha portato a rappresentare diverse forze politiche in Lombardia, dal Psi al Msi.
L`inchiesta della Direzione antimafia può contare sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che avrebbero svelato il meccanismo attraverso il quale la cosca Tripodi – Mantino riusciva a conquistare gli appalti pubblici dalla Lombardia alla Calabria. Tra gli affari del clan spicca l`acquisto da «Fintecna – è scritto nel decreto di perquisizione – di un immobile a Roma in via Giulia per 16 milioni di euro nonché di un altro immobile sempre a Roma in via Ostilia». I due immobili dovevano essere intestati «fittiziamente alla società Edil Sud che avrebbe poi provveduto a ristrutturarli».
Già nel mese di marzo gli investigatori avevano compiuto una serie di perquisizioni a Roma nella sede della Edil Sud, negli studi e nelle abitazioni di Comerci, Grasso e De Maggio e in due bar, il Caffè Roma e Il ritrovo della dolce vita. Proprio in quelle perquisizioni furono trovati documenti dai quali sono emersi i rapporti tra la cosca calabrese ed esponenti della massoneria siciliana.Alleanze tra clan della `ndrangheta e logge massoniche per mettere le mani sugli appalti pubblici in mezza Italia. Ruota attorno a questa ipotesi l`inchiesta del sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni che questa mattina ha disposto una serie di perquisizioni tra Roma e Milano. Proprio il capoluogo lombardo sarebbe il centro nevralgico dell`associazione svelata dalle indagini di carabinieri e guardia di finanza. Questa mattina, infatti, gli inquirenti hanno bussato alle porte di cinque società con sede a Milano e nel suo hinterland: la O&S Costruzioni srl; l`Istituto finanziario energia srl; la Effegi Costruzioni srl, il Gruppo Nobis e la Gec srl (queste ultime tre hanno sede in uno stesso stabile ubicato a Corbetta). Aziende riconducibili alla cosca Tripodi – Mantino di Porto Salvo, cellula del clan Mancuso, e attraverso le quali «persegue l`accaparramento di appalti pubblici e privati». Restano, almeno per il momento, coperte da omissis le società che la `ndrina controllerebbe nel territorio vibonese. Ma al centro dell`impero economico dei Tripodi ci sarebbe la Edil Sud, con sede a Roma. Devono rispondere di associazione per delinquere Nicola Tripodi, 64 anni, originario di Briatico ma residente ad Anguillara Sabazia (Roma) considerato il boss; la figlia Marika, amministratrice della società Edil Sud; Francesco Comerci, 37 anni, di Roma, amministratore della società ma ritenuto il prestanome dei Tripodi; Nunziato Grasso, 43 anni, di Messina consulente e commercialista della Edil Sud; Vincenzo De Maggio 70 anni di Messina, commercialista; Paolo Coraci 60 anni di Messina; Massimo Murano 39 anni di Busto Arsizio titolare delle società perquisite oggi; Orlando Tripodi 26 anni di Tropea ma residente a Roma figlio del boss Nicola. L`ultimo indagato Mario Festa, 60 anni, di Rovigo ma residente a Gaeta, è definito dagli investigatori il «procacciatore di affari». Sarebbe stato lui a organizzare «incontri tra membri della cosca e appartenenti alle Istituzioni». È proprio in quest`ambito che gli affari del clan vibonese incrociano quelli di alcune «logge massoniche operanti nella provincia di Vibo Valentia oltre che a Roma». Tra i “grembiulini” in contatto con i Tripodi ci sarebbe anche Angelo Fiaccabrino, ritenuto negli anni esponente di spicco di Cosa Nostra in Lombardia e poi finito in diverse inchieste per logge massoniche deviate. Fiaccabrino, inoltre, è noto anche per la sua attività politica che, negli anni, lo ha portato a rappresentare diverse forze politiche in Lombardia, dal Psi al Msi.
L`inchiesta della Direzione antimafia può contare sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che avrebbero svelato il meccanismo attraverso il quale la cosca Tripodi – Mantino riusciva a conquistare gli appalti pubblici dalla Lombardia alla Calabria. Tra gli affari del clan spicca l`acquisto da «Fintecna – è scritto nel decreto di perquisizione – di un immobile a Roma in via Giulia per 16 milioni di euro nonché di un altro immobile sempre a Roma in via Ostilia». I due immobili dovevano essere intestati «fittiziamente alla società Edil Sud che avrebbe poi provveduto a ristrutturarli».
Già nel mese di marzo gli investigatori avevano compiuto una serie di perquisizioni a Roma nella sede della Edil Sud, negli studi e nelle abitazioni di Comerci, Grasso e De Maggio e in due bar, il Caffè Roma e Il ritrovo della dolce vita. Proprio in quelle perquisizioni furono trovati documenti dai quali sono emersi i rapporti tra la cosca calabrese ed esponenti della massoneria siciliana.