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PALAZZO INFETTO | L`affondo di Idv: «Scopelliti si dimetta»

REGGIO CALABRIA Italia dei valori questa volta accelera e arriva a chiedere «le dimissioni del presidente Scopelliti». Per i quattro commissari calabresi del partito (Enzo Tromba, Emilio De Masi, G…

Pubblicato il: 12/10/2012 – 17:39
PALAZZO INFETTO | L`affondo di Idv: «Scopelliti si dimetta»

REGGIO CALABRIA Italia dei valori questa volta accelera e arriva a chiedere «le dimissioni del presidente Scopelliti». Per i quattro commissari calabresi del partito (Enzo Tromba, Emilio De Masi, Giuseppe Giordano e Mimmo Talarico) «un gesto di grande responsabilità verso la Calabria e le sue istituzioni già gravemente segnate nei mesi scorsi dall`arresto di tre consiglieri regionali, dalle mancate riforme e dal clamoroso fallimento in settori chiave come la sanità, i trasporti, l`occupazione. Lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria è un fatto enorme, sul piano politico e morale, che chiama in causa il fallimento di una lunga stagione di governo, di cui Scopelliti è stato il principale protagonista. Non a caso il “modello Reggio” ha rappresentato il presupposto per la sua candidatura ed elezione a presidente della Regione. Molti protagonisti di quel modello occupano oggi ruoli apicali nel governo e nella burocrazia regionale. Sarebbe oltremodo risibile una lettura del provvedimento del governo che lo vorrebbe riferito esclusivamente ai pochi mesi di governo del sindaco Demetrio Arena e della sua giunta».
Piuttosto, secondo i commissari di Idv, «lo stesso è da interpretare, sul piano politico, come l’atto finale di una vicenda, iniziata un decennio fa, che già aveva visto la città di Reggio Calabria passare dalla promessa di un futuro radioso all’onta della bancarotta finanziaria. È l’intero “modello Reggio”, che poi è stato ed è soltanto il modello di governo di una classe politica ben identificabile, ad uscire con le ossa rotte da questa storia, non certamente gli scampoli di gestione dell’ultima amministrazione comunale, che, in ogni caso, di quel “modello” era comunque figlia. Di certo l’amministrazione uscente non ha fatto nulla per invertire la rotta. La decisione del governo, in questo quadro, non solo non rappresenta un’offesa alla città di Reggio Calabria, ma va vissuta come un passaggio ineluttabile per la liberazione delle istituzioni cittadine dai tentacoli della criminalità organizzata. Il nostro auspicio è che in questo momento drammatico per l’intera Calabria sappiano prevalere la ragione ed il rispetto per le istituzioni e non l’arroccamento inutile su posizioni evidentemente indifendibili. Adesso occorre, a Reggio come nel resto della Calabria, ripristinare alcuni capisaldi di solidarietà e convivenza civile. Adesso, abbiamo un’altra occasione per ripartire. Le forze sane della politica e della società civile sono chiamate ad essere protagoniste».

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