Mozione del Pd per chiedere interventi immediati su Sibari
COSENZA I consiglieri regionali del Pd Sandro Principe, Demetrio Battaglia, Bruno Censore, Mario Franchino e Antonio Scalzo, hanno presentato al presidente del consiglio regionale Francesco Talarico…

COSENZA I consiglieri regionali del Pd Sandro Principe, Demetrio Battaglia, Bruno Censore, Mario Franchino e Antonio Scalzo, hanno presentato al presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, una mozione per far sì che si fronteggi immediatamente ed adeguatamente l’emergenza dell’allagamento del sito archeologico di Sibari e per porre in essere interventi definitivi di messa in sicurezza e valorizzazione dello stesso sito.
La mozione sottolinea in premessa i gravi danni che le straordinarie precipitazioni piovose del 18 gennaio, con il conseguente innalzamento del fiume Crati, hanno arrecato al sito archeologico di Sibari, interamente coperto di acqua e di fango. Una situazione drammatica per la quale sono necessari interventi urgenti da eseguire con soggetti altamente qualificati sotto il profilo della professionalità, in quanto la liberazione dal fango dei reperti portati alla luce dagli scavi, richiede, ovviamente, una particolare perizia. Nonostante i lodevoli sforzi dei vigili del fuoco, della Coldiretti e del Consorzio di bonifica, infatti, permane lo stato di emergenza che, ove non si intervenisse tempestivamente ed appropriatamente, provocherebbe danni irreparabili al sito archeologico.
Nel documento i consiglieri regionali del Pd rilevano, inoltre, «la totale assenza di ogni adeguata risposta alla situazione emergenziale da parte della Regione Calabria nelle sue varie articolazioni, dalla presidenza della giunta regionale, all’assessorato regionale alla Cultura ed al sistema di intervento della protezione civile. Così come viene rimarcata l’indifferenza dimostrata in questi anni dalla Regione Calabria, ritenuta assolutamente scandalosa, in considerazione che Sibari rappresenta un patrimonio dell’umanità e che, tutelando il sito dalle esondazioni in via definitiva e riportando alla luce le tre antiche città, Sibari potrebbe rappresentare la Pompei della Calabria, con una grande potenzialità di sviluppo sotto il profilo culturale, turistico ed economico-occupazionale». La mozione fa riferimento anche al progetto strategico per la realizzazione del Parco Archeologico di Sibari, inserito nel Por Calabria 2007/2013, alle linee di intervento 4.5.2.2., approvato dalla giunta regionale di centrosinistra, rimasto inattuato dal governo Scopelliti. In particolare il progetto prevedeva: interventi tecnologici per il drenaggio dell’area archeologica per consentire la rimozione dell’attuale sistema drenante con conseguente significativa riduzione dei costi di gestione; ripresa degli scavi archeologici (ormai quasi fermi dagli anni ’70) attraverso la programmazione di una nuova campagna di scavi della durata di 5 anni, organizzata per lotti modulari attuabili disgiuntamente; programmazione e realizzazione di una serie di iniziative finalizzate alla promozione della fruizione culturale del sito sia in modalità diretta che in modalità indiretta attraverso le tecnologie telematiche (“Sibari Virtuale”); realizzazione di un laboratorio interdisciplinare e avvio di alcune iniziative specifiche sul tema dell’archeologia sperimentale per accrescere il patrimonio di conoscenze disponibili su Sibari e sulle tecniche di ricerca archeologica».
«L’obiettivo era far diventare Sibari – si legge ancora nella mozione presentata dal Pd – il più grande laboratorio sperimentale di Archeologia ed Idrogeologia a livello internazionale. Il progetto per la realizzazione del Parco archeologico di Sibari avrebbe dovuto essere proposto dalla Regione Calabria, sulla base dei criteri individuati dal programma operativo interregionale “Attrattori naturali e culturali e turismo nel Mezzogiorno”, come grande attrattore culturale del Mezzogiorno.
L’ inerzia della Regione Calabria, è stata certificata dalla iniziativa del ministro Barca che, nel settore della tutela e valorizzazione dei beni culturali, ha recuperato per Sibari risorse finanziarie importanti, che rischiavano di essere perdute, e che, per come più volte richiesto dal capogruppo regionale del Pd, Sandro Principe, saranno utilizzate in ragione di 21 milioni di euro per la eliminazione dell’acqua e del fango dal sito archeologico e per la ripresa degli interventi di valorizzazione del sito stesso, unitamente alla somma di 200mila euro messa a disposizione dall’architetto Prosperetti, direttore regionale dei Beni culturali».
Con la mozione presentata dai democrat, se approvata, il consiglio regionale della Calabria impegnerà il residente Scopelliti «a fare quanto è possibile, insieme al governo centrale, per liberare il sito archeologico di Sibari dalle acque e dal fango, utilizzando tempestivamente ed efficacemente le risorse disponibili, ed ad avviare il progetto per la realizzazione del Parco archeologico di Sibari, con i residui fondi Por 2007/2013, eventualmente rimodulandoli, così come previsto dalle linee di intervento 4.5.2.2., da riproporre, inoltre, nella programmazione 2014/2020».