Pirlo ct della Nazionale, scoppia il caso Fonbet
«Deve chiarire i rapporti con la Russia»
La nomina di Andrea Pirlo come prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio viene data ormai da giorni come praticamente definita, ma l’annuncio ufficiale da parte della Figc e del presidente Gabriele Gravina non è ancora arrivato. Ed è proprio questa fase di attesa che rischia di trasformare la scelta dell’ex regista azzurro in un caso politico e istituzionale, con la Federazione e i vertici del calcio italiano chiamati a gestire una polemica nata attorno ai rapporti commerciali di Pirlo con una società russa di scommesse.
A far discutere è infatti il ruolo dell’ex giocatore di Milan e Juventus come global ambassador di Fonbet, uno dei principali bookmaker russi. Una collaborazione che ha attirato critiche non tanto per il settore delle scommesse, molto diffuso nel mondo del calcio, quanto per il legame con un’azienda russa in un contesto internazionale segnato dalle tensioni tra Mosca e l’Occidente dopo l’invasione dell’Ucraina.
La questione è diventata ancora più rilevante dopo la presenza di Pirlo, alla fine dello scorso maggio, a Mosca per il Football Day organizzato proprio da Fonbet. L’evento aveva già provocato reazioni negative da parte di alcuni osservatori e sportivi internazionali, che avevano contestato la partecipazione dell’ex calciatore italiano a un’iniziativa ritenuta utile alla normalizzazione dell’immagine della Russia.
Tra i primi a intervenire è stato Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Partito democratico ed ex commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo. Berruto ha spiegato di aver preferito un profilo internazionale per la panchina azzurra: «Dopo l’ipotesi Guardiola avevo pensato che potesse essere il momento giusto per uno sguardo esterno. Indipendentemente dal nome, serve un progetto di medio e lungo periodo».
Sul possibile arrivo di Pirlo, però, il dirigente dem ha sollevato anche dubbi tecnici: «Fare il commissario tecnico di una nazionale e allenare un club è completamente diverso. Il ct deve avere capacità organizzative, una visione della filiera e un approccio più manageriale che tecnico. Non so se Pirlo abbia già mostrato queste caratteristiche, ma me lo auguro».
Il nodo principale resta però quello legato a Fonbet: «Io e il Partito democratico non saremo mai disponibili a compromessi sull’utilizzo delle scommesse sportive o sulla loro pubblicità – ha dichiarato Berruto –. Il fatto che il provider sia russo rappresenta un’aggravante. Mi auguro con tutto il cuore che, se Pirlo sarà scelto come ct, la prima cosa che farà sarà risolvere questo imbarazzo rinunciando a questo ruolo».
Duro anche il commento del leader di Azione Carlo Calenda, che ha affidato la sua posizione all’Adnkronos: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali».
Sulla stessa linea anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, secondo cui la questione non riguarda le convinzioni personali di Pirlo ma le conseguenze della sua scelta: «Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin». Per Picierno la partecipazione agli eventi organizzati dal brand russo «non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse». Contrario alla nomina anche il senatore del Pd Filippo Sensi, che sui social ha scritto: «Non può essere Pirlo il nuovo ct. Non sarà Pirlo il nuovo ct. Avanti un altro».
Non tutte le reazioni politiche, però, sono state critiche. Dalla Lega è arrivata una posizione più possibilista attraverso Andrea de Bertoldi, secondo cui i rapporti di Pirlo con la Russia non dovrebbero essere considerati un ostacolo: «Non so se il grande calciatore Andrea Pirlo possa essere la scelta giusta per allenare la Nazionale, ma certamente tale scelta non dovrà essere influenzata dai suoi rapporti commerciali con la Russia». Secondo il deputato, queste relazioni «potrebbero rappresentare un valore aggiunto per riallacciare nuovi rapporti di collaborazione politica ed economica tra i nostri Paesi, nell’ottica della pace».
A difendere Pirlo sul piano sportivo è invece intervenuto Zbigniew Boniek, ex campione della Juventus ed ex vicepresidente Uefa, che lo ha definito «l’uomo giusto al posto giusto». Boniek ha però invitato l’ex centrocampista a chiudere rapidamente la questione Fonbet: «Deve parlare chiaro e risolvere la questione in tempi brevissimi. Deve dirsi dispiaciuto e sciogliere quel contratto».
La vicenda, dunque, rischia di complicare il percorso verso l’annuncio ufficiale della nuova guida tecnica della Nazionale. La Figc dovrà ora valutare anche il possibile impatto reputazionale della scelta, mentre Pirlo potrebbe essere chiamato a chiarire pubblicamente la propria posizione prima dell’insediamento sulla panchina azzurra. (redazione@corrierecal.it)
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