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La ricetta di Unioncamere: giovani, innovazione e green economy

LAMEZIA TERME Una dettagliata esplorazione dell’economia regionale. È il rapporto “L’economia della Calabria dal punto di osservazione delle Camere di commercio” presentato oggi a Lamezia Terme nel…

Pubblicato il: 08/07/2013 – 16:45
La ricetta di Unioncamere: giovani,  innovazione e green economy

LAMEZIA TERME Una dettagliata esplorazione dell’economia regionale. È il rapporto “L’economia della Calabria dal punto di osservazione delle Camere di commercio” presentato oggi a Lamezia Terme nella sede di Unioncamere Calabria. Un resoconto ampio, quello di Unioncamere, che spazia dallo scenario macroeconomico alle condizioni economiche delle famiglie, dalla struttura imprenditoriale alla domanda e offerta di lavoro. Il contesto complessivo dell’economia regionale è sferzato e afflitto dalla congiuntura economica sfavorevole. La Calabria sconta un ampliamento delle difficoltà, in considerazione di alcune fragilità strutturali pregresse. «Tutti i principali indicatori macroeconomici hanno evidenziato tendenze sfavorevoli» afferma nell’introduzione al rapporto, Lucio Dattola, presidente di Unioncamere Calabria. 
«L’attività produttiva – si legge ancora – è arretrata nella generalità dei settori, alimentando il tasso di mortalità delle iniziative imprenditoriali; il contributo degli investimenti del mattone si è affievolito per poi assumere segno negativo; il tenore di vita delle famiglie ha subito un netto ridimensionamento, accrescendo la diffusione dei fenomeni di povertà ed esclusione sociale; il tasso di disoccupazione ha segnato una forte accelerazione per effetto del numero crescente di donne e giovani in cerca di lavoro». Un combinato disposto – dicono dalle Camere di commercio – dalle misure di consolidamento dei conti pubblici e dalle perduranti difficoltà di accesso al credito. Un quadro, dunque tutt’altro che roseo, che trova qualche dato di speranza nel trend del settore turistico, specie di matrice internazionale, nei settori ortofrutticolo e agroalimentare (in alcune aree) e, soprattutto, nell’imprenditoria giovanile. Al 31 dicembre del 2012, le imprese di giovani erano 29mila. Il 16,2 per cento dello stock imprenditoriale regionale. Il segretario di Unioncamere Antonio Palmieri ha sottolineato che «la Calabria non si discosta dai trend negativi generali, la domanda interna cala, l’accesso al credito è difficile mentre non si arresta l’emergenza occupazionale di giovani e donne. In un contesto in cui la burocrazia costituisce un peso ed un costo, le Camere di commercio vogliono rappresentare le potenzialità di crescita vera e duratura. Il presidente della Camera di commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti ha affermato: «Da qualche anno l’economia è caratterizzata da dati e valori molti negativi. Si fa pesantemente sentire la crisi iniziata nel 2008 e gli interventi del quadro finanziario complessivo non hanno prodotto effetti significativi: c’è una forte crisi recessiva, il Pil nel 2012 è stato -2,4 per cento. In Calabria abbiamo toccato un -3 per cento, con più di mille imprese al giorno costrette a chiudere. Il sistema cosentino – ha osservato Gaglioti – ha resistito meglio alla crisi». A fornire i dati della situazione economico e sociale del Vibonese, il presidente della Camera di commercio di Vibo Valentia Michele Lico. «Il quadro macroeconomico – ha detto Lico – è difficile nel Vibonese e mostra in modo evidente effetti negativi sulle imprese, sulle famiglie e sui lavoratori. Nell’ambito della Blu economy –   da segnalare la valorizzazione del porto di Vibo Marina». Dal canto suo il presidente della Camera di commercio di Crotone, Vincenzo Pepparelli, ha evidenziato come la situazione di Crotone non sia dissimile da quelle di Vibo, Catanzaro e Reggio Calabria. «In termini di Pil – ha detto Pepparelli – in termini occupazionali e, al contempo, della presenza di grandi potenzialità di imprese giovanili sotto i 35. Imprese che si occupano di green economy, turismo, imprese cui dobbiamo stare accanto». Secondo quanto prospettato da Pepparelli, i dati dell’internazionalizzazione delle imprese su Crotone crollano ma sono molto positivi quelli in settori come l’ortofrutta, il vino, l’agroalimentare. Secondo il presidente della Camera di commercio di Catanzaro, Paolo Abramo, l’economia italiana è in una condizione di affanno, come lo sono i singoli territori del Meridione: «La crisi è una iattura sociale, una tempesta perfetta. Alcuni dati salgono, altri scendono, ma registriamo una forte vivacità del settore turismo, dell’economia del mare, delle attività connesse all’utilizzo del patrimonio culturale che ha prodotto uno straordinario fatturato in provincia di Catanzaro». A prendere la parola, anche il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, il quale ha riconosciuto come il rapporto Unioncamere «fotografi per alcuni aspetti la difficile congiunta economica, ma leggendo attentamente le analisi di Unioncamere non mancano gli spunti positivi che vanno raccolti e rilanciati. Gli enti locali, ad esempio, sono il motore all’economia ma, in tante circostanze abbiamo registrato le difficoltà dei Comuni nell’investire risorse e questo la dice lunga sulle ipotesi di ripresa». «Ci sono elementi positivi – ha proseguito il presidente – negli occupati under 35 , come nel settore turistico e alberghiero turismo. Avremo probabilmente – ha chiosato Scopelliti – un calo di presenze nazionali, ma abbiamo investito molto sull’estero, dove abbiamo una buona tenuta, come nel caso delle presenze russe quintuplicate nella provincia di Vibo, come mi riferiscono». Scopelliti ha infine sottolineato l’importanza strategica di Gioia Tauro nell’economia non solo regionale ma dell’intero Paese «con l’attivazione della Zes (zona economica speciale) – ha concluso il presidente della Regione – potrebbero crearsi fino a 5000 nuove imprese».

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