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Naccari: «Da Monasterace a Reggio l'assistenza sanitaria è ormai al collasso»

«Da Monasterace a Reggio Calabria l’assistenza sanitaria è ormai al collasso. Le promesse di riqualificazione dei due principali e unici ospedali della Jonica, Locri e Melito, chiamati a garantire …

Pubblicato il: 24/07/2014 – 9:35
Naccari: «Da Monasterace a Reggio l'assistenza sanitaria è ormai al collasso»

«Da Monasterace a Reggio Calabria l’assistenza sanitaria è ormai al collasso. Le promesse di riqualificazione dei due principali e unici ospedali della Jonica, Locri e Melito, chiamati a garantire adeguati livelli di assistenza ad oltre 150mila abitanti, sono state puntualmente disattese. L’ ipotesi di accorpamento funzionale del presidio ospedaliero di Melito all’Azienda ospedaliera di Reggio, avanzata nel periodo imminente alle elezioni politiche nazionali, è di fatto sparita dal programma operativo sanitario 2013-2015». Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Demetrio Naccari Carlizzi. «La nuova proposta di riqualificazione espressa nel piano inviato ai ministeri – aggiunge Naccari – prevede 20 posti letto e qualche primariato in più. Con questi metodi e questi numeri si vorrebbe garantire il rilancio di un presidio, unica struttura ospedaliera di riferimento per quella vasta area territoriale che è il Basso jonio reggino. Nella prima bozza di piano inviata nell’ottobre 2013 al Tavolo tecnico  veniva individuata la necessità di garantire un ruolo più funzionale alla struttura ospedaliera di Melito Porto Salvo attraverso l’accorpamento all’Azienda ospedaliera di Reggio. In seguito, veniva inviato nel marzo del 2014 un nuovo piano che stabiliva per il “Tiberio Evoli” un mero aumento di posti letto dagli attuali 60 a 80 che, di fatto, prolunga l’agonia di un presidio ospedaliero che meriterebbe ben altra sorte per assicurare adeguati livelli essenziali di assistenza alle popolazioni dell’intera area grecanica». Per il consigliere regionale «l’invio di medici dall’Azienda ospedaliera di Reggio in una struttura non adeguata tecnologicamente a gestire le complicanze operatorie serve solo a gettare fumo negli occhi esponendo, tra l’altro, medici e pazienti a gravi rischi specie nel campo di eventuali complicanze operatorie e, nel contempo, a distrarre le già scarse risorse (vedasi liste di attesa) nell’ospedale hub di Reggio Calabria che favoriscono ulteriormente il ricorso a strutture private tra i cui azionisti vi sono anche i figli del direttore generale dell’Ao di Reggio Calabria come da lui stesso dichiarato a Report dell’8 aprile di un anno fa. A nulla sono valse le promesse in sede di commissione consiliare, di recepire in tale piano la proposta di legge da me avanzata presentata nel settembre 2013 avente per oggetto la Riqualificazione dell’ospedale e il suo accorpamento con l’Ao di Reggio. Si è preferito seguire, “modello Reggio” docet, la via degli annunci e dell’immagine a una vera riqualificazione dell’ospedale di Melito. Peggio è andato all’ospedale spoke di Locri. Alle carenze strutturali, logistiche e di personale intollerabili per un ospedale spoke si aggiunge il taglio del numero dei posti letto da 432 a soli 230. Il ridimensionamento di Otorino e Geriatria, l’accorpamento di medicina d’urgenza e pronto soccorso (laddove in tutto il mondo si va verso una specializzazione a sé per le due branche)  che a breve unitamente a Oculistica, sarà declassata a struttura semplice, concorrono a determinare  un quadro di grande incertezza per l’unico ospedale spoke dello Jonio reggino. Le promesse si sciolgono come neve al sole così come la politica sanitaria nella nostra regione, salvo risentire le stesse promesse nel nuovo imminente periodo elettorale regionale. Sarebbe ora di cessare la farsa delle promesse e cominciare a pensare a garantire adeguati livelli di assistenza alle popolazioni dello Jonio reggino».

E sull’emendamento “pro Marrelli”, appena cancellato dal governo, Naccari aggiunge: «Già da tempo avevo evidenziato, con specifica interrogazione consiliare, l’anomalia della vicenda Marrelli hospital, struttura di proprietà del marito dell’attuale presidente facente funzioni, Antonella Stasi, inaugurata nel novembre 2013 dall’ex presidente Scopelliti benché sprovvista di autorizzazione all’esercizio. Per ottenere tale autorizzazione da parte della Regione avrebbe dovuto prima essere conclusa la riorganizzazione della rete basata sul fabbisogno. Poiché ciò non può avvenire nel breve è spuntata, in sede di decreto legge 90/2014, la norma (articolo 27 comma 2) che sgancia la concessione dell’autorizzazione dal fabbisogno regionale». (0050) 

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