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Rende, il dissesto per colpa di chi?

Abbiamo letto con attenzione le sintesi giornalistiche della conferenza stampa tenuta, nella giornata di ieri, dal sindaco Marcello Manna e dell’assessore al bilancio Antonio Crusco. Entrambi nostr…

Pubblicato il: 29/07/2014 – 9:16
Rende, il dissesto per colpa di chi?

Abbiamo letto con attenzione le sintesi giornalistiche della conferenza stampa tenuta, nella giornata di ieri, dal sindaco Marcello Manna e dell’assessore al bilancio Antonio Crusco. Entrambi nostri amici e professionisti capaci, catapultati dagli elettori ad amministrare Rende. Una città difficile, nei confronti della quale il sindaco si gioca tutto, credibilità manageriale, lungimiranza e capacità politica. Rende è come un cavallo di razza che facilmente si sbizzarrisce e, proprio per questo, abbisogna di essere ricondotta al migliore regime attraverso sagge correzioni di rotta. Da una parte, è esempio della migliore urbanistica e di attrazione residenziale per i cittadini giustamente latori di pretese altrove impensabili. Dall’altra, è vittima più che altrove delle ristrettezze che le politiche locali impongono. La recente guida politico-amministrativa, non propriamente all’altezza dei suoi compiti, ha fatto il resto.
Rende è nel nostro cuore, ed è questo il motivo che ci ha spinto ad offrire al sindaco Manna, nostro stimato collega, qualche sollecitazione. Ci desta preoccupazione la paralisi amministrativa, che la sta caratterizzando da qualche tempo, ci preoccupa la recente adesione alla procedura di riequilibrio decennale perfezionata dal commissario Valiante. Una tale preoccupazione si infittisce apprendendo le istanze istruttorie indirizzate al Comune dalla Sezione regionale di controllo di Catanzaro. Dal tenore delle stesse e in considerazione dell’esperienza accumulata in materia – attraverso la Fondazione trasPArenza che abbiamo avuto l’onore e il piacere di fondare in una al collega Stefano Pozzoli e a tanti giovanissimi dottorati e specialisti in materia di risanamento dei conti pubblici – abbiamo il timore del peggio. La richiesta istruttoria altro non è, a seguito della giurisprudenza formatasi a cura delle Sezioni Riunite della Corte di conti, in composizione speciale, l’atto prodromico alla dichiarazione di dissesto. Ciò allorquando le richieste sono del tenore di quelle rivolte alla città di Rende. Richieste non esaudibili, così come la normativa, la giurisprudenza formatasi e la prassi pretendono.
Cosa fare quindi per salvare Rende dal verosimile dissesto, che impedirebbe ogni sana programmazione delle risorse e del territorio, così come un siffatto capolavoro urbano meriterebbe? Stante la inadeguatezza dell’originario ricorso alla procedura, peraltro confermata da quanto riferito nel corso della conferenza stampa in relazione alla necessità di verificare tante delle “verità” commissariali e riscontrare molte delle eccezioni mosse dal magistrato contabile di Catanzaro, occorrerebbe esperire l’unico tentativo rimasto. Ciò in quanto riteniamo inaffrontabile l’adempimento così come richiesto ai neoamministratori, che per loro stessa ammissione sembrano all’oscuro di tante di quelle cose che il Giudice intende conoscere. Con le promesse di verificare, di fare e di conseguire non si va da nessuna parte. Si rischia il pollice verso. La novellata disciplina del cosiddetto predissesto consente la rielaborazione del piano di riequilibrio a due condizioni: a) quando il piano di riequilibrio non è approvato dal consiglio comunale; b) quando il piano di riequilibrio è bocciato dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti competente e, dunque, ripresentato, entro il 4 settembre.
A buon intenditore poche parole!

* docenti Unical

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