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I lavoratori della Multiservizi bloccano la città dello Stretto

REGGIO CALABRIA Tornano in piazza i lavoratori di Multiservizi, determinati a bloccare la città fino a quando da Palazzo San Giorgio non arriverà una risposta certa sul loro futuro. L’ennesimo…

Pubblicato il: 17/09/2014 – 17:39
I lavoratori della Multiservizi bloccano la città dello Stretto
REGGIO CALABRIA Tornano in piazza i lavoratori di Multiservizi, determinati a bloccare la città fino a quando da Palazzo San Giorgio non arriverà una risposta certa sul loro futuro. L’ennesimo rinvio della presentazione della delibera con cui il Comune dovrebbe procedere alla costituzione delle due nuove società in house, destinate ad assorbire anche i servizi di manutenzione e gli addetti della vecchia società sciolta per mafia nel luglio perché scoperta in mano al clan Tegano, ha fatto esplodere la rabbia dei lavoratori che per questo hanno deciso di bloccare il lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria. Nel corso della riunione prevista in giornata infatti, i dirigenti si sarebbero limitati a illustrare il piano industriale di massima delle due costituende società, mentre la delibera sarebbe ancora al vaglio dei revisori dei conti. Troppo poco per i lavoratori, che per questo hanno deciso di bloccare il traffico della centralissima arteria cittadina. 

Rimasti in larga parte privi anche degli ammortizzatori sociali, gli ex operai di Multiservizi pretendono una risposta certa sul proprio futuro, ma nonostante le numerose mobilitazioni, dalla triade prefettizia – che dall’ottobre 2012 regge il Comune – non è arrivato mai nulla di certo, solo blande rassicurazioni e promesse mai mantenute. E se sul piano ufficiale le risposte tardano, quello che filtra dalle blindatissime stanze del palazzo comunale sarebbe tutto meno che rasserenante. Stando a indiscrezioni infatti, il nuovo piano industriale messo a punto dal commissario – capo Gaetano Chiusolo, assieme ai colleghi Gaetano Giuseppe Castaldo e Carmelo La Paglia, e non ancora sottoposto al vaglio di sindacati e rsu, prevederebbe in pianta organica solo 218 lavoratori. Una soluzione che lascerebbe a casa più di trenta addetti – al momento ancora in attesa di ricollocazione – e che non è piaciuta per nulla ai lavoratori che proprio speravano di poter avviare una trattativa su capacità, bacino e attività previste dalla nuova in house. Non si tratta della prima doccia fredda che i lavoratori di quella che era la municipalizzata più grande della città, devono subire. Nel corso dell’estate, Palazzo San Giorgio aveva infatti risposto picche alla proposta dei sindacati di stipulare una sorta di “contratto ponte” in grado di garantire da una parte la continuità reddituale e dall’altra la prosecuzione dei servizi di manutenzione urbana – in passato gestiti appunto dalla Multiservizi – fino al completamento delle procedure di attivazione della società. Un no che aveva lasciato con l’amaro in bocca ai lavoratori ma che potrebbe diventare la miccia che fa divampare l’incendio della protesta sociale. 

 

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

 

 
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