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Vitalizi, la ricca torta dei nostri ex deputati e senatori

LAMEZIA TERME Ogni mese il Parlamento italiano versa 240mila euro al netto delle trattenute fiscali per pagare 71 vitalizi a 47 ex deputati e a 23 ex senatori che, almeno per una legislatura, sono …

Pubblicato il: 04/10/2014 – 5:55
Vitalizi, la ricca torta dei nostri ex deputati e senatori

LAMEZIA TERME Ogni mese il Parlamento italiano versa 240mila euro al netto delle trattenute fiscali per pagare 71 vitalizi a 47 ex deputati e a 23 ex senatori che, almeno per una legislatura, sono stati eletti in Calabria.
Va, infatti, precisato, che nell’elenco messo a disposizione dalla Camera e dal Senato trovano posto anche cinque parlamentari destinatari di vitalizio non calabresi ma, appunto eletti sempre o in qualche legislatura in collegi calabresi. Sono Luciano Violante, Simona Dalla Chiesa, Luigi De Sena, Achille Occhetto e Attilio Bastianini. Quest’ultima elezione, quella di Bastianini, al centro anche delle cronache giudiziarie che riguardano la condanna per associazione mafiosa inflitta ad Amedeo Matacena che avrebbe mobilitato cosche della ‘ndrangheta per procurare voti allo stesso Bastianini.
In compenso i calabresi strappano un primato di non poco conto: il vitalizio di maggior peso è destinato ad uno di loro, l’ex senatore (ma è stato anche sottosegretario di stato) Antonino Murmura il cui vitalizio, al netto, si ferma per soli 61 centesimi sotto la soglia dei settemila euro ad una incollatura, sopra i cinquemila euro mensili, gli ex senatori Mario Tassone, Achille Occhetto, Sisino Zito e Salvatore Frasca.
Ad onore del vero, va anche aggiunto che pure il vitalizio più misero tocca ad un calabrese: Michele Traversa (che sicuramente avrebbe fatto volentieri a meno di questo primato) riceve mensilmente appena 1.575 euro.
Tra i deputati il vitalizio più robusto spetta a Dario Antoniozzi (che è stato anche sottosegretario e parlamentare europeo) che sfiora i seimila euro seguito a breve distanza da Guglielmo Rositani, Ceasare Marini, Angela Napoli, Francesco Smurra e Francesco Nucara
Intendiamoci, scorrendo l’elenco che trovate a parte, vi imbatterete anche in vitalizi da fame, alcuni sotto i duemila euro netti al mese. Tra questi quello staccato mensilmente a Santo Versace, ma probabilmente le sue finanze non ne risentiranno eccessivamente.
Infine una precisazione: i nuovi vitalizi sono molto impoveriti rispetto a quelli storici. È capitato infatti che a partire dal gennaio 2012, Camera e Senato hanno riformato, dopo avere verificato quanto fosse scandaloso quello in vigore, il sistema dei vitalizi.
Fino a quella data, infatti, l’importo della pensione degli eletti veniva calcolato in base al numero degli anni di permanenza in Parlamento. In tal modo, con più di 35 anni di militanza si arrivava a riscuotere fino all’85,5 per cento dell’indennità lorda (adesso pari a 10.435 euro a Montecitorio). Il che ha portato all’introduzione di un sistema contributivo del tipo di quello in vigore per i dipendenti della pubblica amministrazione. Secondo questo sistema, versando poco meno del 10 per cento dell’indennità, a 65 anni di età e con cinque anni di mandato il parlamentare riscuoterà circa 1.500 euro di pensione lorda, mentre con il vecchio sistema, sempre per 5 anni di mandato, avrebbe potuto continuare a incassare fino a quasi 2.500 euro.

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