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Commissario sanità, Lorenzin vuole Urbani. Ma Renzi non decide

«Questa patata bollente non intendo continuare a tenermela. La situazione non lo consente e rinviare ancora non ha senso». Così parlò, giovedì sera, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. La “pa…

Pubblicato il: 28/02/2015 – 15:30
Commissario sanità, Lorenzin vuole Urbani. Ma Renzi non decide

«Questa patata bollente non intendo continuare a tenermela. La situazione non lo consente e rinviare ancora non ha senso». Così parlò, giovedì sera, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. La “patata bollente” è la mancata nomina del commissario per l’emergenza sanitaria in Calabria, con tutto ciò che ne consegue. Il destinatario dello sfogo è il sottosegretario Graziano Delrio che la ministra incontra in una saletta di Montecitorio.
Il programma prevedeva che incontrasse anche Luca Lotti ma quest’ultimo non c’era. Così a Delrio Lorenzin ha riassunto i termini della questione: «Il nome di Mario Oliverio non passa, lo sapete voi e lo so io. I tecnici dicono che la legge oggi impedisce al presidente della Regione commissariata di essere nominato commissario». Incassata la condivisione di Delrio, la Lorenzin va avanti: «Secondo i nostri dirigenti, la nomina deve essere ancorata a rigorosi criteri tecnici io resto dell’idea che Andrea Urbani può assumere l’incarico. Comunque non possiamo tirarla ancora per le lunghe, fatemi sapere se ci sono altri nomi e che avete in mente di fare».
Risposta ancora non pervenuta, nel senso che nessun altro incontro c’è stato tra la ministra Lorenzin e i plenipotenziari di Matteo Renzi per cui si è partiti per il weekend senza neanche un’ipotesi di lavoro.

A meno che un’ipotesi, anzi anche più di un’ipotesi, l’abbia in serbo proprio Luca Lotti, assente all’incontro magari proprio per non esporsi. Resta il fatto, però, che ad oggi i tecnici del ministero della Salute non hanno neanche messo mano alla cartelletta che dovrebbe andare nella seduta del Consiglio dei ministri martedì con dentro la nomina del nuovo commissario per l’emergenza sanitaria in Calabria. Ciò basta a far temere un nuovo rinvio, nonostante le rassicurazioni avute da Magorno e Bevacqua, rassicurazioni che li hanno spinti a diffondere nei giorni scorsi un esplicito comunicato nel quale assicuravano che martedì ci sarà la nomina del commissario in Calabria.

Allo stato l’unica cosa certa è che il «Mario, stai sereno», ricevuto (almeno così dice il diretto interessato) da Oliverio nell’ormai famosa colazione a Palazzo Chigi, ha avuto la stessa sorte degli analoghi messaggi rassicuranti che altri hanno ricevuto in passato, da Enrico Letta in poi. A questa si aggiunge, oggi, un’altra certezza: anche il generale Luciano Pezzi è fuori dalla partita. Una sua conferma come sub-commissario e ancor più la pur inseguita riconferma al ruolo di commissario, incontra non solo ostacoli politici insormontabili ma anche il divieto che viene fuori dalla nuova legge che impedisce il conferimento di incarichi nella pubblica amministrazione a quanti sono stati collocati in pensione. È il caso dell’ex generale della Guardia di finanza.

 

pa. po.

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