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CALCIO SPORCO | Le partite truccate di Vigor e Catanzaro

LAMEZIA TERME Barletta-Vigor Lamezia: pareggio con gol. Era questo il risultato su cui avevano puntato alcuni degli indagati dell’inchiesta “Dirty soccer”, che oggi ha portato all’arresto di 50 per…

Pubblicato il: 19/05/2015 – 10:55
CALCIO SPORCO | Le partite truccate di Vigor e Catanzaro

LAMEZIA TERME Barletta-Vigor Lamezia: pareggio con gol. Era questo il risultato su cui avevano puntato alcuni degli indagati dell’inchiesta “Dirty soccer”, che oggi ha portato all’arresto di 50 persone, accusate di far parte di una “cupola” capace di truccare le gare si Serie B, Lega Pro e Coppa Italia.
Lo scorso 19 aprile, Barletta e Vigor – che militano in Lega Pro – escono dal campo dopo aver ottenuto un punto a testa. Il match finisce 3-3. Pareggio, con gol: ben sei. Secondo la Dda di Catanzaro, non sarebbe un esito casuale né determinato da un leale confronto sportivo. Dietro a quella “x” sulla schedina ci sarebbe altro, ovvero un accordo che coinvolgerebbe Fabrizio Maglia, direttore sportivo della Vigor finito in manette e lo stesso presidente del club calabrese, Claudio Arpaia.

 

IL PATTO
Tutto ruota intorno alla figura del catanzarese Felice Bellini, ex ds del Gudja United Malta e attuale responsabile marketing della Vigor. Sarebbe stato lui, assieme al suo uomo di fiducia Sebastiano La Ferla, a promettere denaro e altri vantaggi a Maglia e ad Arpaia, affinché l’incontro tra Barletta e Lamezia finisse in parità. La combine coinvolgerebbe anche i vertici della società pugliese: Ninni Corda (allenatore), Salvatore Casapulla (consulente tecnico). Questi ultimi avrebbero poi ottenuto il placet da Giuseppe Perpignano (presidente del club) e Luigi Condò (direttore sportivo di origine calabrese).

 

IL DS E IL CAPITANO
Le risultanze investigative assegnano un ruolo di primo piano negli assetti dell’organizzazione criminale proprio a Maglia. Che, nonostante fosse al servizio della Vigor, si sarebbe speso per “aggiustare” una partita del Catanzaro. Con l’aiuto della bandiera del club, il capitano – ed ex calciatore del Lamezia – Domenico Giampà.
Tutto parte da uno dei principali protagonisti del “cartello”, Ercole Di Nicola. Il ds de L’Aquila è interessato alle sorti della partita Barletta-Catanzaro, disputata lo scorso 1 aprile e finita 1-1. Di Nicola propone l’affare al direttore sportivo dei giallorossi, Armando Ortoli, che però è titubante: non vuole che il Barletta vinca. «Mentre – annotano gli inquirenti – si era subito dimostrato interessato a combinare l’incontro a favore del Catanzaro così come fatto l’anno prima durante il campionato 2013/2014 con vittoria del Catanzaro sul campo del Barletta per un secco 3 a 0». Ma c’è un’altra motivazione. Ortoli spiega a Di Nicola di non poter organizzare il “biscotto” perché esisteva un “asse” parallelo rispetto al loro, che vedeva in prima linea il ds dei pugliesi, Luigi Condò. Il quale, grazie all’intermediazione di Maglia, si sarebbe rivolto direttamente al capitano Giampà, che avrebbe detto sì alla combine e accettato di farsene portavoce con il presidente della società, Giuseppe Cosentino. Che, con il suo rifiuto, avrebbe fatto saltare tutto.

 

L’INCONTRO
Maglia, Giampà e Condò – quest’ultimo presente «con ragionevole certezza», sottolineano gli inquirenti – si incontrano al Martinica, una stazione di servizio di Lamezia, il giorno prima del match. «Il motivo dell’incontro tra il ds del Barletta, quello della Vigor Lamezia e il calciatore del Catanzaro, era riconducibile – scrive la Dda del capoluogo – all’organizzazione della combine».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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