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Filt-Cgil: «La riforma Delrio è dannosa per i porti calabresi»

«In riferimento alle indiscrezioni circa il riordino delle Autorità portuali che il ministro delle Infrastrutture Del Rio sta elaborando è necessario innanzitutto verificare quali siano gli element…

Pubblicato il: 28/05/2015 – 11:42
Filt-Cgil: «La riforma Delrio è dannosa per i porti calabresi»

«In riferimento alle indiscrezioni circa il riordino delle Autorità portuali che il ministro delle Infrastrutture Del Rio sta elaborando è necessario innanzitutto verificare quali siano gli elementi innovativi per lo sviluppo, la tutela del lavoro, della sicurezza e della legalità. Questo, per noi, è la prima questione da cui partire se si vuole dare concretezza e trasparenza ad un settore fondamentale, come quello della portualità, asse portante di una parte rilevante dell’economia del Paese». È quanto afferma, in una nota, il segretario generale della Filt-Cgil Calabria, Nino Costantino.
«Ci siamo battuti e ci battiamo, come in occasione dello sciopero nazionale dei porti dello scorso 6 marzo, contro la distruzione delle regole e della legalità nel lavoro portuale – afferma conra Costantino – e contro la parcellizzazione e la concorrenza al massimo ribasso, a danno della sicurezza, delle garanzie di intervento in caso di emergenza, della professionalità e dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici. Nello specifico, noi pensiamo che per sviluppare seriamente i sistemi portuali è necessario rafforzare concretamente la logistica e che si punti a creare sufficienti condizioni infrastrutturali, oltre a garantire la capacità industriali dei retro porti». Tutto ciò non si riscontrerebbe, secondo il segretario della Filt-Cgil, nelle indiscrezioni emerse su Gioia Tauro e sugli altri porti calabresi. «Il secondo interrogativo – prosegue Costantino – è relativo al fatto che i porti di Reggio e Vibo non fanno parte dell’attuale Autorità portuale: con la riforma Delrio cosa succederà? E soprattutto quali funzioni e ruolo potranno avere? Oltre a ciò, l’aspetto che ci preoccupa è anche la concentrazione dei poteri decisionali nelle mani del governo che depotenzia, nella scelte di governance dei porti, le autonomie locali e il ruolo delle Regioni che, così, vedrebbero molto ridimensionato il loro ruolo di attori fondamentali dello sviluppo territoriale. È una scelta, se confermata, che di fatto mortifica la capacità delle Regioni a determinare le scelte più importanti sullo sviluppo produttivo e, come nel caso di Gioia Tauro, a definire soluzioni commissariali dettate dall’alto prive di alcuna natura manageriale e di competenza. I porti della Calabria, a cominciare da quello di Gioia Tauro, hanno bisogno di investimenti pubblici importanti, a cominciare da un moderno sistema infrastrutturale e da decisioni coraggiose, come la Zes, che fino adesso questo governo ha negato. Riteniamo, invece, sensato l’accorpamento del porto di Messina – conclude il segretario della Filt-Cgil – anche se può risultare improduttivo e poco utile al sistema portuale dello Stretto e della Calabria non aver inserito gli altri porti della Sicilia Orientale. Per tutto ciò, continuiamo a pensare che l’orientamento del governo sul riordino della portualità sia confuso e non rispondente ai bisogni dei porti calabresi, a cominciare da quello di Gioia Tauro».

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