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Processo "Cartesio", pioggia di assoluzioni

PAOLA Cinque condanne con pene variabili dai 7 ai 4 anni oltre ad alcune interdizioni dai pubblici uffici. Ma soprattutto una pioggia di assoluzioni: in tutto nove. È questa la decisione del Tribun…

Pubblicato il: 15/06/2015 – 18:49
Processo "Cartesio", pioggia di assoluzioni

PAOLA Cinque condanne con pene variabili dai 7 ai 4 anni oltre ad alcune interdizioni dai pubblici uffici. Ma soprattutto una pioggia di assoluzioni: in tutto nove. È questa la decisione del Tribunale di Paola sul processo scaturito dall’operazione denominata “Cartesio” condotta nel 2009 dalla Dda di Catanzaro. I giudici di Paola, in composizione collegiale e presieduti da Paola Del Giudice, non hanno creduto fino in fondo alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti che ritenevano gli imputati – complessivamente 14 – responsabili di aver messo in piedi un’organizzazione dedita al prestito usuraio – con l’aggravante del metodo mafioso – con il quale avrebbero stretto nel cappio alcuni imprenditori del Tirreno cosentino. La sentenza del tribunale di Paola ha ridimensionato di molto questa ipotesi. Condannando, appunto, solo cinque persone. In alcuni casi non ha retto neppure l’ipotesi dell’aggravante mafiosa, le condanne infatti solo praticamente legate solo al reato di aver prestato denaro con tassi usurai. Esce completamente indenne dalla scena uno degli imputati “eccellenti” di questo processo: l’ex assessore della Provincia di Cosenza nonché dell’esecutivo di Rende, Pietro Paolo Ruffolo. I giudici di Paola lo hanno prosciolto perché il fatto non sussiste. Il Tribunale ha infine disposto la confisca definitiva delle somme di denaro, di beni e di utilità nella disponibilità dei cinque condannati. Oltre a condannare alcuni di loro al risarcimento dei danni nei confronti delle loro vittime.

 

L’OPERAZIONE
L’operazione – coordinata dalla Distrettuale di Catanzaro – era scattata nell’agosto del 2009. Grazie alle attività portate avanti dagli inquirenti, si erano ricostruiti presunti fitti giri di usura – avvenuti tra il 2003 e il 2009 – aggravati dal metodo mafioso da parte di uomini ritenuti legati in qualche modo alla cosca Muto di Cetraro. In particolare gli investigatori avevano individuato un gruppo di persone che avrebbero prestato denaro con alti tassi usurai oscillanti tra il 5 e 20% al mese. Nel corso dell’operazione eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza erano state dapprima arrestate 12 persone e si era, poi, proceduto anche a sequestrare beni per 70 milioni di euro. Frutto, secondo la Dda, dei proventi derivanti dall’usura nei confronti di imprenditori dell’alto Tirreno cosentino. Le indagini, erano state condotte dai carabinieri della compagnia di Scalea e del comando provinciale di Cosenza. Inoltre i finanzieri del Gico di Catanzaro e dello Scico di Roma avevano svolto dettagliate investigazioni sui patrimoni accumulati, stando all’accusa, illecitamente dagli imputati. Ipotesi ora ridimensionate della decisione dei giudici di Paola.

 

 

LE CONDANNE
1) Giuseppe Nigro, 55 anni, di Belvedere Marittimo: 4 anni e 6 mesi e una multa di 12mila euro, oltre all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
2) Franca Coccia, 55, originaria di Roma moglie di Nigro: assolta
3) Agostino Iacovo, 37, di Cetraro: 4 anni e 11.500 euro oltre all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
4) Dino Iacovo, 46, di Cetraro: 2 anni e 6 mesi e una multa di 4.500 euro
5) Gigliola Iacovo, 41, di Cetraro: assolta
6) Settimio Rosario Rugiero, inteso come «ù professore», 55, di Bonifati: 7 anni e 9 mesi e una multa di 27mila euro oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici
7) Agostino Briguori, detto «Berlusconi», 47, di Bonifati: 4 anni e una multa di 12mila euro oltre all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
8) Franco Abbruzzese, inteso come «Dentuzzo», 46, di Cassano Ionio: assolto
9) Pasquale Imbelloni, detto «Lillino», 65, di Santa Maria del Cedro: assolto
10) Umberto Cairo, 54, di Sangineto: assolto
11) Antonio Pignataro, inteso come «Tonino Cicchitella», 52 anni, di Cetraro: assolto
12) Francesco Amato, di Corigliano, 61 anni: assolto
13) Mario Midaglia, 56, di Acquappesa, del maresciallo dei carabinieri: assolto
14) Pietro Paolo Ruffolo, 66 anni, di Rende, ex assessore Provincia di Cosenza e di Rende: assolto

 

 

Roberto De Santo

r.desanto@corrierecal.it

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