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Ospedale della Sibaritide, i sindaci chiedono un incontro con Oliverio e Scura

ROSSANO In merito al nuovo ospedale della Sibaritide, i sindaci dell’area urbana Corigliano – Rossano hanno chiesto di incontrare il presidente della giunta regionale Mario Oliverio e il commi…

Pubblicato il: 18/06/2015 – 15:29
Ospedale della Sibaritide, i sindaci chiedono un incontro con Oliverio e Scura

ROSSANO In merito al nuovo ospedale della Sibaritide, i sindaci dell’area urbana Corigliano – Rossano hanno chiesto di incontrare il presidente della giunta regionale Mario Oliverio e il commissario ad acta per la Sanità Massimo Scura. «C’è necessità – hanno detto – di conoscere e circoscrivere i tempi di realizzazione del nuovo nosocomio che dovrà sorgere in contrada Insiti. Un vertice operativo – hanno continuato – è necessario per fare chiarezza sulle possibili e già ventilate ipotesi di congelamento dell’iter di realizzazione del presidio sanitario». A seguito dell’incontro operativo che si è tenuto ieri pomeriggio all’ospedale “Giannettasio” di Rossano con le associazioni civiche e il Comitato pro-ospedale della Sibaritide, il sindaco Giuseppe Antoniotti, anche a nome e per conto del collega di Corigliano, Giuseppe Geraci, ha trasmesso formale richiesta di incontro urgente al governatore Oliverio e al commissario Scura.
«È opportuno – afferma Antoniotti – che esplichino in modo chiaro il cronoprogramma di realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide. Bisogna fugare ogni dubbio e soprattutto smentire tutte quelle voci che, di recente, si alimentano sottobanco. A sentirle si starebbe pensando a un piano “B” per risanare la sanità cosentina, sfruttando i soldi destinati al nuovo presidio ospedaliero sibarita, a discapito della popolazione ioniche. Ma siamo convinti che tale soluzione non sia e non possa essere nei piani del governo Oliverio. Innanzitutto perché sarebbe mortificante per un territorio che in Calabria ha pagato e sta pagando il prezzo più alto nel quadro di risanamento della sanità regionale: con due ospedali periferici chiusi a discapito di quelli di Rossano e Corigliano che hanno dovuto assorbire un’utenza di quasi 200mila abitanti, una rete assistenziale insufficiente e di gran lunga al di sotto degli standard minimi e un sistema viario – conclude – da terzo mondo».

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