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Oliverio: investiremo sulle aree interne

SOVERIA MANNELLI «Per costruire una ipotesi di sviluppo sostenibile e per investire su di essa le risorse che l’Unione europea destina alla Calabria attraverso la programmazione 2014-2020 bisogna p…

Pubblicato il: 19/06/2015 – 16:45
Oliverio: investiremo sulle aree interne

SOVERIA MANNELLI «Per costruire una ipotesi di sviluppo sostenibile e per investire su di essa le risorse che l’Unione europea destina alla Calabria attraverso la programmazione 2014-2020 bisogna partire dalla difesa e dalla valorizzazione delle nostre aree interne». È quanto si legge in una nota del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio che ha partecipato al convegno “La Calabria nella strategia nazionale della aree interne” che si è svolto a Soveria Mannelli. «Una strategia di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi idrogeologici – ha detto il governatore della Calabria – deve essere, quindi, centrale nella programmazione di una regione come la nostra. Per questo motivo, nella riorganizzazione dei dipartimenti della Regione, abbiamo istituito una unità operativa autonoma di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi che coordinerà tutte le politiche sul territorio a partire dagli interventi previsti dall’Accordo di programma quadro sottoscritto tra il ministero all’Ambiente e la nostra Regione nel 2010 e che ha destinato 220 milioni di euro per la difesa del suolo e che sta già producendo grandi risultati». Secondo Oliverio, «quando siamo arrivati in Regione abbiamo trovato una totale situazione di stallo totale in questo settore. Su 220 milioni di euro, solo 18 milioni di euro erano stati cantierati a dicembre. Oggi sono in condizione di annunciare, con grande soddisfazione, che entro il 30 giugno prossimo saranno 70 i progetti che andranno a gara, 30 dei quali sono stati già avviati e cantierati. Sulla base di questo dato, inoltre, proprio la settimana scorsa abbiamo avuto la possibilità di ricontrattare con l’Unità di Missione nazionale una proroga anche per i restanti progetti, che sono una cinquantina, e di salvare i finanziamenti destinati ad essi». Il presidente dell’esecutivo regionale ha poi sostenuto «di creare nuovi posti di lavoro, immettendo nuove professionalità (agronomi, geologi, laureati in scienze forestali) per costruire un grande progetto di difesa e di sistemazione del suolo di cui prime beneficiarie dovranno essere le aree montane e collinari. Guardiamo alla difesa del suolo anche come valorizzazione ambientale. In questa direzione i nostri tre parchi nazionali dovranno essere meglio valorizzati». «Vogliamo costruire, infine – ha aggiunto – condizioni di valorizzazione e di investimenti in agricoltura. Nelle settimane scorse abbiamo chiuso ed inoltrato a Bruxelles il Piano dello sviluppo rurale (Psr) in cui abbiamo operato scelte precise a favore della difesa del suolo, decidendo di investire in direzione di un radicale rinnovamento generazionale in questo settore, istituendo un premio di primo insediamento ai giovani che vogliono impegnarsi in agricoltura che prevede 40mila euro per chi vuole investire nella pianura e 50mila per quelli che vogliono investire sulla montagna. Per evitare il rischio che si crei un’operazione di carattere assistenziale, abbiamo legato questo premio all’investimento. Su un progetto che prevede fino a 200mila euro di investimento diamo al giovane il 60% sulla pianura e il 70% sulla montagna. Su 200mila euro sono 120 mila o 140 mila euro a fondo perduto a cui bisogna aggiungere 40 o 50mila euro del premio di insediamento. Il progetto diventa, così, quasi totalmente finanziato dal Psr». «Anche sugli altri strumenti come il Fesr e il Fondo sociale europeo – ha concluso Oliverio – che stiamo riscrivendo e che, al momento del nostro insediamento, non erano stati nemmeno inviati alla Commissione Europea con il rischio di non poter acquisire neanche il numero di protocollo abbiamo previsto due azioni di fondo: coordinare tutti gli strumenti comunitari a nostra disposizione (Psr, Fondo Sociale Europeo e Fesr) e, contestualmente, destinare almeno il 10% delle risorse per le aree collinari e montane».

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