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Le «richieste indecenti» della politica per la nomina del primario

CATANZARO Renato Carullo, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, venne aggredito con diversi epiteti da parte dell’allora presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiara…

Pubblicato il: 03/03/2016 – 22:38
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CATANZARO Renato Carullo, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, venne aggredito con diversi epiteti da parte dell’allora presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti. Il perché di questa aggressione verbale ha trovato due diverse interpretazioni, giovedì, davanti al tribunale collegiale di Catanzaro, dinanzi al quale sono chiamati a rispondere del reato di concussione, avendo rinuciato alla prescrizione, sia Chiaravalloti che Saverio Zavettieri, ex assessore regionale. La chiave di volta di tutta la vicenda sono i presunti abusi commessi per la nomina, nel 2005, del primario di Neurochirurgia di Reggio Calabria. Nel 2012 vennero rinviati a giudizio l’ex assessore alla sanità Gianfranco Luzzo, Chiaravalloti, Zavettieri e un medico dell’ospedale di Reggio, Saverio Cipri. Venne stralciata la posizione del quarto indagato, l’ex assessore regionale Alberto Sarra. Secondo l’accusa, pesanti pressioni erano state fatte dagli imputati per garantire a Cipri il posto di primario in Neurochirurgia. Sentito giovedì in udienza, l’ex direttore generale Carullo ha raccontato di avere avuto due colloqui con Chiaravalloti. Uno alla presenza di Gianfranco Luzzo, nel corso del quale i due politici avrebbero detto che volevano certezze sulla nomina di Cipri, e un secondo nella sede della giunta regionale alla presenza di Luzzo e Zavettieri, che secondo la testimonianza di Carullo lasciò la stanza prima della fine della discussione. Una discussione forte e animata nel corso della quale Chiaravalloti lo offese a causa della nomina di Cipri alla quale Carullo si era opposto.

LA VERSIONE DI ZAVETTIERI Saverio Zavettieri, dal canto suo, conferma gli epiteti e l’aggressione verbale ai danni dell’ex direttore generale. Ma, a differenza di Carullo, ricorda di essere rimasto fino alla fine dell’incontro. Zavettieri afferma che Chiaravalloti ricevette Carullo solo per le insistenze di Sarra e, in effetti, lo riempì di insulti. Tanto che Zavettieri ritenne, in quel momento, di dover lasciare la stanza. Ma venne fermato da Chiaravalloti: “Onorevole rimanga, tanto questo verme lo liquido subito”, avrebbe detto l’ex governatore riferendosi a Carullo. Quello che non coincide tra la versione dell’ex assessore e quella dell’ex dg sono le ragioni delle ire di Chiaravalloti. Secondo Zavettieri gli improperi nascevano dal fatto che Carullo avrebbe fatto esternazioni sulla stampa, non lusinghiere nei confronti della stessa giunta che lo aveva nominato. E mai, comunque, nel corso del burrascoso incontro si parlò del concorso per la nomina del primario.

LE RICHIESTE INDECENTI DELLA POLITICA All’epoca dei fatti Gianluigi Scaffidi era direttore sanitario e presidente della commissione che doveva decidere per la nomina del primario a Neurochirurgia. Nella testimonianza riportata davanti alla corte giovedì, Scaffidi ha parlato di «richieste indecenti da parte della politica» e di forti pressioni, in particolare da parte di Luzzo, per avere la certezza sulla nomina di Cipri. «Una vicenda mortificante», l’ha definita Scaffidi che, visto il suo rifiuto a piegarsi, si vide recapitare un fax da Luzzo col quale gli comunicavano mezz’ora prima del concorso che non aveva i titoli per fare il direttore sanitario. Nel fax, che arrivava dall’ufficio di Chiaravalloti, si preannunciava il ricorso di Cipri. «Il giorno prima che mi cacciassero mi chiamò Cipri – racconta Scaffidi – e mi disse “fatemi primario perché dietro ho gente con le palle”». In seguito Scaffidi venne rimesso nel suo ruolo dal Tribunale. Rispondendo alle domande poste in aula Scaffidi ha fatto una breve digressione sulla figura di Cipri, medico condannato ad un anno e sei mesi dalla Cassazione, insieme ad altri colleghi, per la morte di Flavio Scutellà, il giovane deceduto all’ospedale di Reggio Calabria, il 29 ottobre 2007, dopo tre giorni di coma. Cipri attualmente lavora in ospedale e potrebbe concorrere a diventare primario ha precisato Scaffidi, che ha poi affermato di non avere mai avuto rapporti con Zavettieri. Per la nomina di Cipri le pressioni venivano prevalentemente da Luzzo che gli disse che «Chiaravalloti voleva Cipri e aggiunse che dovevo farmela addosso se non lo nominavo primario».
L’udienza proseguirà il prossimo 19 aprile con le discussioni delle parti.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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