Sanità, ridisegnata la rete degli ospedali. Ma è rottura fra Scura e Oliverio
CATANZARO La rete ospedaliera calabrese è stata definita. Il decreto che assegna alla nostra regione 6850 posti letto (di cui 5.554 per acuti e 1.296 per post-acuzie, circa 1000 in più rispetto alla…
CATANZARO La rete ospedaliera calabrese è stata definita. Il decreto che assegna alla nostra regione 6850 posti letto (di cui 5.554 per acuti e 1.296 per post-acuzie, circa 1000 in più rispetto alla situazione della rete aggiornata allo scorso 1 gennaio), è stato redatto sulla scorta delle indicazioni ministeriali e quindi non dovrebbe subire alcuna modifica dal tavolo “Adduce”. Ma il documento – di fondamentale importanza per l’intero settore – è stato sottoscritto e inviato al Ministero della Salute solamente dal commissario Massimo Scura e dal suo vice Andrea Urbani. Ha negato la propria firma invece il dg del dipartimento regionale Tutela della Salute Riccardo Fatarella. Evidentemente non sono bastati mesi e mesi di lavoro tra struttura commissariale e dipartimento per concordare la strategia organizzativa e ora si apre una voragine tra i due uffici, con la struttura commissariale percepita sempre più come un ospite sgradito da parte della Regione.
A certificare lo scontro, pochi minuti dopo che il documento era stato inviato a Roma, è arrivato il comunicato stampa al vetriolo del governatore Oliverio: «Adesso basta – ha affermato -. È molto grave che si approvi l’adeguamento della rete ospedaliera regionale agli standard del Piano Sanitario Nazionale 2014-2016 senza alcun confronto con la Regione. La rete ospedaliera è atto programmatorio di primissimo livello e costituisce l’ossatura strategica per un rilancio del Sistema Sanitario calabrese. Non è accettabile, pertanto, che ciò avvenga in sfregio alle Istituzioni democratiche regionali. Rappresenterò nell’immediatezza al Ministro della Salute Lorenzin –conclude Oliverio – questo ennesimo atto provocatorio dei commissari».
Intanto il commissario Scura aveva già rilasciato ai giornali le proprie dichiarazioni sull’ennesimo scontro tra la sua struttura e quella del governatore: «Il professor Fatarella mi ha mandato un messaggio spiegandomi che non avrebbe potuto firmare il decreto perché aveva avuto disposizioni in tal senso da parte del governatore Oliverio. La cosa ci dispiace perché così Fatarella smentisce tutto il lavoro fatto dai suoi dirigenti per arrivare alla stesura di questo decreto. Personalmente mi dispiace moltissimo perché ci tenevamo che tutto filasse liscio: non è stato così, ma noi abbiamo un dovere istituzionale. Siamo stati inviati in Calabria anche per fare quello che abbiamo fatto oggi e siamo contenti di quello che abbiamo fatto nella redazione del documento. Il percorso del decreto, comunque, non si complica perché avevamo già avuto l’ok dei Ministeri. Del lavoro fatto ne erano a conoscenza non solo i Ministeri, quindi, ma anche i tecnici del dipartimento che assieme alla struttura hanno contribuito al documento. Dispiace dover prendere atto di questo incidente, di questa presa di posizione, ma noi siamo qui per dare delle risposte».
LA RETE Entrando nel dettaglio della rete ospedaliera licenziata da Scura, c’è da sottolineare che la Calabria è l’unica regione italiana che aumenta i posti letto (sia nel pubblico che nel privato), un incremento richiesto direttamente dai Ministeri che fanno parte del tavolo “Adduce”. Si passa così dai 2,89 posti ogni 1000 abitanti, ai 3,3.
Nella ripartizione per servizi, per le acuzie sono 4407 i posti letto ordinari, 396 quelli in day hospital e 474 in day surgery. Per la riabilitazione, 847 sono gli ordinari, 81 in day hospital, mentre per la lungodegenza ci sono 356 posti letto. Rimangono ancora da assegnare 289 posti.
Quanto alla distribuzione geografica dei posti letto, la rete prevede di assegnarne 2373 alla provincia di Cosenza (3,2 per 1000 abitanti), 591 a quella di Crotone (3,3), 1558 a Catanzaro (4,2), 359 a Vibo Valentia (2,0) e 1657 a Reggio Calabria (2,9).
Nel disegno della rete ospedaliera si è tenuto conto di una serie di requisiti ritenuti determinanti per la qualità dei servizi al cittadino, tra cui l’integrazione della rete ospedaliera con la rete dell’emergenza-urgenza che richiede ai presidi una dotazione specialistica e strumentale tale da garantire la qualità delle prestazioni per i casi ad alta complessità e la concentrazione delle patologie complesse di urgenza presso gli hub, oltre che l’aumento di offerta in settori che risultano carenti e riduzione in quelli che evidenziano eccedenza.
Una razionalizzazione delle necessità portata avanti non solo dalla struttura commissariale guidata da Massimo Scura e Andrea Urbani, ma anche grazie al lavoro in sinergia con i tecnici inviati dal dipartimento regionale Tutela della Salute, che anche nella giornata di giovedì hanno partecipato alla stesura dell’intera programmazione. Così come hanno preso parte alla definizione della rete anche i direttori generali e i commissari delle aziende ospedaliere delle cinque province calabresi.
All’interno del decreto inviato al Ministero della Salute poco dopo le ore 20 di giovedì, c’è anche la proposta di protocollo d’intesa tra la Regione Calabria e l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, visto che il precedente era scaduto nel 2008 e finora si era andati avanti a forza di proroghe.
Ma proprio in tema di rapporti tra Umg e Regione, nella giornata di giovedì è stato inviata la bozza del decreto per l’integrazione tra l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e quella universitaria “Mater Domini” che darà vita all’azienda unica “Renato Dulbecco”.
Tra gli obiettivi che il decreto si impegna a perseguire, c’è la riduzione del 30% della mobilità passiva, proprio grazie alla riorganizzazione e alla messa a sistema dell’intera offera sanitaria in regione.
Nella ricognizione sull’intera rete, si è poi potuto individuare un surplus di unità operative complesse pubbliche pari a 31 unità. Il decreto prevede di ridurne almeno 18.
Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it
