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Uccise un operaio nel 2012, in manette 75enne di Zagarise

SELLIA MARINA I carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Sellia Marina, insieme ai colleghi della stazione di Zagarise, hanno tratto in arresto Antonio Verrino, 75 anni, pensionato, c…

Pubblicato il: 22/03/2016 – 10:04
Uccise un operaio nel 2012, in manette 75enne di Zagarise

SELLIA MARINA I carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Sellia Marina, insieme ai colleghi della stazione di Zagarise, hanno tratto in arresto Antonio Verrino, 75 anni, pensionato, con l’accusa di omicidio aggravato e porto abusivo di arma da fuoco. Al termine di una complessa attività investigativa, i militari dell’Arma hanno così ricostruito l’omicidio di Michele Mustara, l’operaio forestale ucciso il 18 luglio 2012, in località Piccoli, sulla strada provinciale che collega Zagarise a Magisano. Contro di lui furono esplosi sei colpi di arma da fuoco, cinque dei quali andati a segno, e l’uomo morì dopo due giorni nell’ospedale di Catanzaro.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Catanzaro Giuseppe Perri su richiesta del pubblico ministero Domenico Assumma. Verrino è stato associato nella casa circondariale di Catanzaro, su disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’attività investigativa – spiegano i carabinieri – è iniziata con un’attenta analisi del luogo in cui venne ritrovato Mustara, una piazzola di sosta della strada provinciale. Quindi, sono state acquisite testimonianze e immagini di alcune telecamere, fin quando i militari di Sellia Marina hanno ritrovato l’arma utilizzata per il delitto. La pistola è stata rinvenuta addosso all’uomo, mentre nel corso della perquisizione domiciliare, in una nicchia del contatore dell’energia elettrica, sono state trovate decine di munizioni.
L’arma, una Velodog calibro 5,75 millimetri, è stata affidata ai carabinieri del Ris di Messina che hanno riscontrato la “identità balistica” con i proiettili estratti dal corpo dalla vittima. Nella stessa nicchia sono state rinvenute anche tre lettere, due dattiloscritte e una manoscritta, rivolte a Verrino e con espliciti riferimenti all’omicidio di Mustara. Secondo l’attività investigativa, Verrino ha sostenuto di avere ucciso Mustara ritenendolo l’autore di alcuni furti di bestiame che il primo avrebbe subito e riferendo anche di un debito di cinquemila euro che lo stesso Mustara non avrebbe mai onorato.

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