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Siderno, interrogazione di Scotto: «Gravi danni dai commissari»

SIDERNO La commissione straordinaria che ha gestito il Comune di Siderno fino al giugno del 2015 avrebbe creato «gravi danni alla comunità» attraverso scelte finanziarie «inspiegabili», «contraddit…

Pubblicato il: 04/04/2016 – 12:51
Siderno, interrogazione di Scotto: «Gravi danni dai commissari»

SIDERNO La commissione straordinaria che ha gestito il Comune di Siderno fino al giugno del 2015 avrebbe creato «gravi danni alla comunità» attraverso scelte finanziarie «inspiegabili», «contradditorie» o addirittura «in violazione della legge». È quanto sostiene, in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera dei deputati.
«La Commissione Straordinaria – si legge nell’atto – nel mese di aprile 2013, decise di accedere all’anticipazione di liquidità prevista dal D.L. 35/2013 che portò nelle casse dell’ente la somma di 8.991.275,66 euro, da restituire allo Stato in 30 anni; tale liquidità, nelle intenzioni del legislatore, doveva servire a pagare i debiti scaduti della pubblica amministrazione, assicurando il riequilibrio finanziario degli enti territoriali ed evitando così il dissesto finanziario; nel caso di Siderno, però, paradossalmente, la Commissione Straordinaria – sostiene Scotto – da un parte prese i soldi, pagò i debiti per circa 11.500.000 euro e poi, nel giro di 15 giorni, dichiarò il dissesto finanziario». Tale scelta è, secondo il deputato, «contraddittoria, in quanto lo Stato aveva messo a disposizione denaro liquido per dare “ossigeno” agli enti locali, e consentirgli di pagare i debiti scaduti per evitare, quindi, il dissesto finanziario», mentre invece a Siderno «si fa esattamente il contrario: da un lato si prendono i soldi, mettendo, comunque, sulle spalle dei cittadini un mutuo trentennale, dall’altro si dichiara il dissesto finanziario». Ma si tratterebbe anche di una decisione «inspiegabile» sia sotto il profilo strategico che economico: «Sotto il profilo strategico, se la ricognizione e quantificazione dei debiti, cui non si riusciva a far fronte con le risorse disponibili, era stata fatta ad aprile 2013 e si era deciso di ricorrere all’anticipazione di liquidità, perché a distanza di 7 mesi la stessa operazione di ricognizione porta i commissari a dichiarare il dissesto? Delle due l’una: o si doveva dichiarare il dissesto ad aprile, evitando ai cittadini il mutuo di circa 9 milioni di euro, oppure si è dichiarato a dicembre un dissesto che non doveva essere dichiarato».
«Considerato che – prosegue Scotto – i debiti del dissesto possono essere pagati al 50% (come ha di fatto scelto di fare l’amministrazione Fuda), perché si è deciso di pagarli al 100% tra il mese di maggio fino al 5 dicembre (“bruciando” in sette mesi circa 11 milioni di €), se poi il 20 dicembre si è arrivati a dichiarare il dissesto?».
Dopo 2 anni di gestione commissariale, poi, la Commissione straordinaria, «15 giorni prima di andare via, con deliberazione n. 105, ha determinato il fondo cassa iniziale da trasferire all’O.S.L. In 0,00 euro, e, con un autentico artificio contabile, vietato dalle norme e dal Ministero dell’Economia, ha quantificato una somma a credito del Comune per pagamenti effettuati per conto dell’O.S.L. pari ad € 5.283.862,83; il giorno prima di andare via, con la deliberazione n. 130, ha approvato – scrive ancora Scotto – il rendiconto dell’esercizio 2014, che, grazie anche all’artificio contabile sopra detto, si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 7.686.612,89 euro, omettendo, in violazione di legge, il contestuale riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi». Riaccertamento, questo, fatto poi dall’amministrazione Fuda e da cui «è emersa la verità: è bastato correggere l’artificio contabile messo in piedi dai Commissari, eliminare tutti i finti residui attivi, per scoprire che l’avanzo di amministrazione di oltre 7 milioni di euro era diventato un disavanzo di oltre 6,5 milioni di euro … il credito era diventato un debito».
In sostanza, secondo quanto scrive il deputato di SI, la Commissione, «in gran fretta, il giorno prima di andare via, ha approvato 3 bilanci, uno dei quali poteva essere approvato anche dalla nuova amministrazione e, invece, non ha approvato il riaccertamento straordinario dei residui che era obbligatorio fare entro le 24 ore … forse perché avrebbe fatto emergere il “mistero dell’avanzo che non c’era”?».
Dunque, mentre «in 20 anni il Comune ha accumulato debiti per 20 milioni di euro», i commissari in soli 2 anni «hanno lasciato: un disavanzo di oltre 6,5 milioni; un mutuo di 9 milioni di euro che graverà sui cittadini per i prossimi 30 anni; un dissesto finanziario che doveva, ma soprattutto, poteva essere evitato».
Infine Scotto, dopo aver sollevato altre perplessità in merito alla gestione del personale da parte dei commissari, chiede quali provvedimenti intenda adottare il Ministero «per risarcire la comunità sidernese» e se «questo ostruzionismo voglia essere un risentimento nei confronti del Comune per lo scontro che c’è tra il Comune stesso e la Società “A&G Spa” di riscossione dei tributi portata dai Commissari e della quale recentemente si è interessato il programma televisivo “Striscia la Notizia”».

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