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COMUNALI 2016 | La lunga notte del giudizio



COSENZA Quelli della notte. O meglio, quelli della notte del giudizio. Non è affatto la solita sonnacchiosa domenica di provincia. È una nottata elettrica quella che si respira a Cosenza dopo la ch…

Pubblicato il: 06/06/2016 – 0:23
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COSENZA Quelli della notte. O meglio, quelli della notte del giudizio. Non è affatto la solita sonnacchiosa domenica di provincia. È una nottata elettrica quella che si respira a Cosenza dopo la chiusura delle urne. Non solo addetti ai lavori, no. Non solo cronisti e telecamere. Ma supporter, curiosi, ragazzi di movida che hanno poca voglia di tornarsene a casa, gente comune. Affluenza altissima – qualcosa come venti punti superiore a Napoli – temperatura che a mezzanotte segna venti gradi e allora tutti fuori in giro per segreterie, locali, strade. A Palazzo dei Bruzi, il cui inquilino si nasconde ancora per poco nel lento ma inesorabile meccanismo degli spogli, su indicazione del commissario straordinario Angelo Carbone e sotto la supervisione del solerte ufficio stampa, si è allestita, nel salone di rappresentanza, una sala stampa dove poter seguire l’evolversi della situazione, aperta sia ai giornalisti che ai cittadini. E infatti basta affacciarsi un attimo che si intravede subito il prefetto venuto da Roma che si assicura come i lavori proseguano senza intoppi. Eppure, punti di ascolto non istituzionali si trovano anche sotto la casa comunale dove uno dei bar rimasti con le saracinesche aperte ha approntano sedie e maxischermo per potersi sintonizzare sulle emittenti locali impegnate in estenuanti dirette nottetempo. Superata la mezzanotte, l’isola pedonale è ancora frequentatissima. Molti gli esercizi commerciali che tentano di catalizzare i consumi dei cosentini in tour. Oltre duecento persone, nel tratto finale del salotto buono cittadino, attendono di fronte la segreteria politica del sindaco uscente Occhiuto. E il numero aumenta, a mano a mano che i dati sembrano riconsegnare all’architetto la fascia tricolore. Qui l’ottimismo non manca se è vero che c’è un palco con poltroncine oltre che l’immancabile schermo dove calcolare percentuali, sezioni, candidati. Un’autentica war room hanno invece approntato al Teatro dell’Acquario quelli della lista “Cosenza in Comune” che sostiene Valerio Formisani, il medico che i boatos, ma soprattutto i primi dati giunti dai rappresentanti di lista via telefono, segnalano come una delle sorprese del test elettorale. 


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Decisamente più tradizionalisti i sostenitori dell’avvocato con la passione del rugby Enzo Paolini che sostano davanti la segreteria di via Montesanto occupando anche buona parte della sede stradale. Su viale Parco invece, dove c’è il quartier generale di Carlo Guccione, agli aficionados tocca salire di un piano per entrare nella segreteria dell’Alleanza civica progressista. Affollatissima la parte accessibile al pubblico, a compartimento stagno invece le stanze più interne dove, presumibilmente, il candidato a sindaco segue lo spoglio coi suoi fedelissimi. Mentre quelli del “Movimento 5 stelle”, allergici ad una certa ritualità stantia, sono i primi ad inviare in diretta tv il proprio candidato Gustavo Coscarelli. Sono le due del mattino quando in centro il flusso delle autovetture diventa più sporadico e si odono solo le urla delle segreterie dove rimbombano gli inesorabili conteggi. I cosentini si affidano alle braccia di Morfeo ma potrebbero svegliarsi con un nuovo sindaco senza bisogno di ricorrere al ballottaggio.

edo. tri.

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