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Riuniti di Reggio, il dg Benedetto: «Basta, mi dimetto»

REGGIO CALABRIA Prima l’avviso di garanzia, ora le dimissioni. Il direttore generale Frank Benedetto ha annunciato di aver lasciato il suo incarico al vertice dell’ospedale di Reggio. Il manager ha…

Pubblicato il: 10/06/2016 – 20:53
Riuniti di Reggio, il dg Benedetto: «Basta, mi dimetto»

REGGIO CALABRIA Prima l’avviso di garanzia, ora le dimissioni. Il direttore generale Frank Benedetto ha annunciato di aver lasciato il suo incarico al vertice dell’ospedale di Reggio. Il manager ha comunicato la sua decisione durante una tesissima riunione con i capi dipartimento dell’ospedale, avvenuta nella tarda serata di oggi. L’indagine a suo carico in relazione alla nomina del direttore amministrativo Giulio Carpentieri lo avrebbe convinto a rassegnare le dimissioni a poco più di sei mesi dalla seconda nomina decisa dalla giunta Oliverio. Benedetto, infatti, prima di diventare dg, aveva guidato l’Azienda dello Stretto in qualità di commissario. Accanto a lui, nelle vesti di direttore amministrativo, c’è sempre stato l’ex direttore generale del consiglio regionale Carpentieri che, per volontà dello stesso Benedetto, lo scorso aprile ha ottenuto un rinnovo triennale dell’incarico alla scadenza del primo, della durata di un anno.

(Frank Benedetto)
frank a benedetto

LA NOMINA INCRIMINATA Ora quelle nomina rischia di mettere nei guai il dg voluto dal governatore Oliverio. La Procura di Reggio ipotizza il reato di abuso d’ufficio per Benedetto, per il capo dipartimento dell’area amministrativa Giuseppe Neri e per il direttore sanitario Sayd Al Sayyad. Carpentieri, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbe potuto assumere l’incarico di direttore amministrativo in quanto privo dei requisiti necessari, tra cui «lo svolgimento di qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa, con diretta responsabilità delle risorse umane strumentali, per un periodo di almeno cinque anni nell’ambito di enti e strutture sanitarie pubbliche o private di media o di grande dimensione». L’ex plenipotenziario di Palazzo Campanella è sì un burocrate di lungo corso, ma non avrebbe mai curato la gestione di ospedali: una lacuna che avrebbe dovuto impedirgli di sedere nella cabina di comando dei Riuniti.

(Giulio Carpentieri)
car

IL RINNOVO Invece è andata diversamente, e ora Benedetto dovrà dimostrare la correttezza del suo operato davanti ai magistrati.
La designazione di Carpentieri presenta comunque altre zone d’ombra. Nella delibera relativa al rinnovo triennale del contratto, Benedetto citava l’articolo 17 della legge 124 del 2015, quella con cui il governo ha rivisto le norme sulle amministrazioni pubbliche tra le quali anche la 135 del 2012, che disciplina il conferimento di incarichi a soggetti collocati in quiescenza, ovvero nelle condizioni di Carpentieri. La legge in vigore dice che «gli incarichi, le cariche e le collaborazioni», per i pensionati, «sono comunque consentiti a titolo gratuito»; in più, per le nomine dirigenziali e direttive, «la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione». Benedetto, invece, quel contratto lo ha moltiplicato per tre.
Il 10 novembre scorso, il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, per mezzo di una circolare aveva chiarito i punti fondamentali delle nuove disposizioni: gli incarichi in essere possono arrivare a naturale scadenza ed essere revocati e prorogati in base alla nuova disciplina. La 124 è stata approvata il 7 agosto scorso, quando Carpentieri era già direttore amministrativo dell’ospedale. Vuol dire che, alla scadenza del primo contratto, Benedetto avrebbe potuto confermare il burocrate, ma solo per un altro anno, non per tre.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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