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Calabria etica, il 22 novembre indagati davanti al gup

Compariranno davanti al gup di Catanzaro il prossimo 22 novembre gli indagati finiti nello scandalo “Calabria Etica”, partito da un’inchiesta del Corriere della Calabria e arrivato sulla scrivania …

Pubblicato il: 23/06/2016 – 12:53
Calabria etica, il 22 novembre indagati davanti al gup

Compariranno davanti al gup di Catanzaro il prossimo 22 novembre gli indagati finiti nello scandalo “Calabria Etica”, partito da un’inchiesta del Corriere della Calabria e arrivato sulla scrivania dei pm della Procura della Repubblica di Catanzaro.
Il sostituto procuratore Graziella Viscomi e il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri hanno chiesto il processo per 12 persone accusate a vario titolo di abuso d’ufficio e peculato. Si tratta di Pasqualino Ruberto ex presidente della fondazione Calabria Etica, ente in house della Regione Calabria; Vincenzo Caserta, già dirigente generale reggente del dipartimento “Sviluppo economico, Lavoro, Formazione e Politiche sociali; Tadiana Gabriele, presidente della commissione selezionatrice dei progetti “Responsabilità sociale delle imprese in Calabria”, “Potenziamento del servizio di accompagnamento per rendere accessibile l’informazione sociale nelle aree interne” e “Sostegno politiche integrate a favore della famiglia”; Sonia Libico e Ulisse Mancari, componenti della commissione selezionatrice di tali progetti; Michele Parise, Patrizia Nicolazzo e Maria Francesca Cosco, presidente e componenti della commissione selezionatrice del progetto “Piano di comunicazione istituzionale”; Antonello Catanese, Domenico Pisano, Maurizio Scerra, membri del collegio dei revisori dei conti della fondazione; e Caterina Ferrante, amministratore unico e legale rappresentante della Crc Consulting.
Secondo i magistrati, gli indagati, in particolare Ruberto, Caserta, Gabriele, Libico, Mancari, Parise, Nicolazzo, e Cosco, venendo meno al proprio dovere di pubblici ufficiali e trasgredendo all’articolo 97 della Costituzione che prescrive il dovere il dovere di imparzialità nella Pubblica amministrazione, avrebbero illecitamente favorito l’assunzione di 251 collaboratori per quattro progetti «dal contenuto fumoso, privi di concretezza e di riferimenti alle modalità di attuazione nonché carenti di accordi con le autorità collegate cui i lavoratori erano destinati». Pasqualino Ruberto avrebbe seguito fini “clientelari” in relazione alle imminenti elezioni per il consiglio regionale e, soprattutto per la sua candidatura alle elezioni amministrative 2015 al Comune di Lamezia Terme.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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