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Auto non assicurate e senza libretto, così lavoravano i vigilantes di Cosenza

COSENZA I vigilantes svolgevano il loro lavoro a bordo di auto senza assicurazione, senza giubbotti antiproiettili, senza aver partecipato a esercitazioni di tiro e, spesso, senza aver ricevuto lo …

Pubblicato il: 27/06/2016 – 14:19
Auto non assicurate e senza libretto, così lavoravano i vigilantes di Cosenza

COSENZA I vigilantes svolgevano il loro lavoro a bordo di auto senza assicurazione, senza giubbotti antiproiettili, senza aver partecipato a esercitazioni di tiro e, spesso, senza aver ricevuto lo stipendio. Per queste e altre ragioni il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, ha revocato l’autorizzazione all’esercizio dell’attività a Francesco Ricco, titolare della “Sibari control” di Corigliano Calabro. Dall’indagine a carico dell’istituto di vigilanza privata, attivo in tutta la provincia di Cosenza, sono emerse «gravissime irregolarità contabili, amministrative e gestionali», già oggetto di una precedente diffida con la quale veniva sollecitata la regolarizzazione delle criticità, poi non avvenuta. Il prefetto, con un decreto dello scorso 13 giugno, ha così deciso di fermare l’attività della Sibari control.
Le auto di servizio non erano sottoposte a revisione periodica e, in alcuni casi, giravano con l’assicurazione scaduta e prive di libretto di circolazione. «Inoltre, alcune di esse, sono risultate non di proprietà dell’istituto, bensì intestate a persone o società estranee all’organizzazione dell’istituto stesso». Gli altri mezzi tecnici in uso alla società erano «inadeguati», anche a causa del numero insufficiente di giubbotti antiproiettili e degli apparati radio e ricetrasmittenti. Gli approfondimenti della Prefettura hanno permesso di riscontrare che gli addetti ai servizi di vigilanza lavoravano senza alcuna dotazione di sicurezza, con l’auto personale «e con l’unico ausilio del telefono cellulare personale».

NIENTE ESERCITAZIONI L’istruttoria ha anche permesso di accertare che i vigilantes non partecipavano alle esercitazioni di tiro e ai corsi di aggiornamento professionale obbligatori. I dipendenti non avevano diritto a ferie, o ne usufruivano in modo parziale ed erano sottoposti a turni di lavoro che non contemplavano i riposi regolamentari. In altri casi per la vigilanza venivano impiegate non le guardie giurate, bensì i portieri dell’istituto stesso. Il prefetto ha anche evidenziato come l’istituto spesso «ha erogato parzialmente la retribuzione mensile attraverso acconti, sottoscritto transazioni sulle somme dovute o addirittura, a fronte del pagamento di quanto dovuto, ha emesso cambiali» tratte sulla Sibari control, «ponendo in essere un sistema di estrema confusione nei pagamenti» che avrebbero consentito alla società di «abbassare notevolmente il livello medio della massa stipendiale corrisposta».

TURNI NOTTURNI C’è dell’altro. L’istituto di Ricco, nell’arco temporale che va dal gennaio 2014 all’aprile 2015, non ha registrato sul libro unico del lavoro le ore notturne svolte dalle guardie giurate, con una differenza di imponibile contributivo accertato pari a circa 195mila euro, come rilevato dalla Direzione territoriale del lavoro di Cosenza, che ha già adottato i provvedimenti di competenza per recuperare i contributi assicurativi dei lavoratori ed emesso dieci diffide per la mancata corresponsione delle retribuzioni e del Tfr ai dipendenti.
Altre criticità amministrative riguardano l’assenza di «certificazione dell’impianto telefonico interno» e l’«inottemperanza» all’obbligo di produzione della certificazione di qualità.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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