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Consiglio metropolitano, sei liste. Riecco Scopelliti e De Gaetano

REGGIO CALABRIA A Reggio il bipolarismo torna di moda. Così come tornano ad avere un ruolo di prim’ordine, seppur dietro le quinte, due protagonisti della recente storia politica regionale come l’e…

Pubblicato il: 13/07/2016 – 11:07
Consiglio metropolitano, sei liste. Riecco Scopelliti e De Gaetano

REGGIO CALABRIA A Reggio il bipolarismo torna di moda. Così come tornano ad avere un ruolo di prim’ordine, seppur dietro le quinte, due protagonisti della recente storia politica regionale come l’ex governatore Peppe Scopelliti e il già assessore regionale Nino De Gaetano, usciti ufficialmente di scena a causa dei loro problemi giudiziari.
Il 18 luglio scadono i termini per la presentazione delle liste per la costituzione del consiglio metropolitano e, al momento, il quadro è dominato dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Due “listoni”, così vengono definiti, che alle elezioni del 7 agosto rischiano di ottenere la gran parte dei 14 posti disponibili. Le altre quattro formazioni annunciate sono alle prese con la difficoltà di trovare i candidati (tra sindaci e consiglieri) e le 56 firme necessarie per la presentazione delle singole liste.

IL LISTONE PD Problemi di abbondanza per il listone Pd messo in piedi dal sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, dal presidente del consiglio regionale Nicola Irto e dal capogruppo dem, Sebi Romeo. Falcomatà avrebbe già blindato i nomi di tre suoi consiglieri comunali come Filippo Bova, Antonino Castorina e Riccardo Mauro. Romeo, con il fondamentale apporto di De Gaetano, ha invece piazzato i sindaci di Delianuova e Scilla, Francesco Rossi e Pasquale Ciccone, e il consigliere reggino Rocco Albanese. In quota Romeo/De Gaetano dovrebbero essere inseriti anche il coordinatore dei circoli della Piana, Michele Galimi, il sindaco di Seminara, Giovanni Piccolo, e la consigliera di Caulonia Katy Belcastro. Ed è ancora ballottaggio tra Nicola Paris e Fillppo Quartuccio, entrambi eletti a Palazzo San Giorgio. 

CENTRODESTRA UNITO Anche il centrodestra sta tentando, finora con successo, la strada dell’unità. «Abbiamo aperto un cantiere il cui obiettivo è verificare l’agibilità di questo centrodestra», commenta il capogruppo di Fi a Palazzo Campanella Alessandro Nicolò, l’ispiratore del listone unico.
La nuova squadra, che vede in prima linea anche il senatore Antonio Caridi e il consigliere regionale Francesco Cannizzaro, dovrebbe tenere insieme Fi, Azione nazionale e Fratelli d’Italia. Sicura la presenza del sindaco di Oppido Mamertina, Domenico Giannetta. Pronti a incrociare le spade anche alcuni consiglieri di Reggio, tra cui Antonino Matalone, Luigi DattolaGiuseppe D’Ascoli e Antonio Pizzimenti. Data per certa la candidatura del capogruppo Fi a Gioia Tauro Alessandro Cavallaro. Quanto all’ex sindaco e presidente della Regione Scopelliti, avrebbe chiesto e ottenuto l’inserimento di tre nomi in lista: il già candidato a sindaco di Gioia Rosario Schiavone e i consiglieri di Palmi e Cinquefrondi Natale Pace e Marco Cascarano
Salgono anche le quotazioni di Antonino Micari (San Roberto), Gianfranco Saccomanno (Rosarno) e pure di Alfonso Passafaro a Locri, dopo il fallimento della lista territoriale sponsorizzata dal sindaco Giovanni Calabrese. Che avverte: «Senza un nostro candidato, diserterò le urne». L’accordo “di area” è stato boicottato? Il primo cittadino pensa di sì: «Sarebbe stata l’occasione per far vedere la compattezza della Locride. Ormai non si parla di realtà territoriali, ma di occupazione di posti. La nostra alleanza, evidentemente, dava dispiacere a qualcuno in alto. La Città metropolitana? Nasce morta per responsabilità di Falcomatà».

IL CASO GIOIA Nel centrodestra rimane ancora incerta l’adesione del consigliere reggino Massimo Ripepi, che avrebbe avuto più di un contatto anche con il sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà, sempre più deciso a dar vita alla lista indipendente “Italia unita”. «Contatterò tutti e mille i consiglieri della provincia, se necessario», spiega l’assessore Francesco Toscano, l’altro animatore del nuovo soggetto politico. «Noi conduciamo una battaglia che ha tre priorità: nazionalizzazione del porto di Gioia, ritiro della concessione a Mct e piano per le infrastrutture della fascia jonica calabrese. Su questi punti siamo pronti ad accogliere chiunque». Inizialmente la lista di «avanguardisti» avrebbe incassato il sì del sindaco di Siderno Pietro Fuda, prima del suo repentino dietrofront. L’ex presidente della Provincia è la vera mina vagante di questa consultazione: sono segnalati suoi contatti sia con la lista del Pd, sia con quella a “sinistra del Pd”.

GLI ALTERNATIVI La nuova “cosa rossa” ha tra i suoi promotori i sindaci, dichiaratamente comunisti, di Polistena, Cinquefrondi e Gioiosa Ionica, Michele Tripodi, Michele Conia e Salvatore Fuda. Anche in questo caso, il nodo è rappresentato da firme e candidature. Gli stessi problemi in cui si è imbattuto il consigliere regionale Giuseppe Neri, che sta tentando di creare la lista dei Democratici progressisti. Dovrebbero farne parte il primo cittadino di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Domenico Creazzo, e quelli di Motta San Giovanni e Condofuri, Paolo Laganà e Salvatore Mafrici. Più articolata la vicenda del consigliere di Melito Porto Salvo Giuseppe Meduri, in rapporti, oltre che con Neri, anche con gli esponenti della lista Pd, grazie all’appoggio del consigliere regionale “Mimmetto” Battaglia.
La questione più intricata è però quella che riguarda “i due Ncd”. Quello che fa capo al senatore Nico D’Ascola sarebbe in trattative per ottenere almeno un posto nella formazione del Pd; quello riconducibile al consigliere regionale Giovanni Arruzzolo e al sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, invece, è ormai orientato verso la costituzione di una lista autonoma, ideata insieme al primo cittadino di Roghudi, Pierpaolo Zavettieri.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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